Turismo in Sardegna/4 “Visit Sardinia? Lasciate perdere! Un sito che non funziona, un boomerang devastante per l’isola”. Parola di Andrea (uno che ne sa)

Posted on 17 luglio 2012

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Continua oggi la nostra inchiesta sul tema “Turismo in Sardegna, ovvero cosa c’entrano i prezzi dei traghetti con il crollo delle presenze?”. L’amico Alessandro ci segnala da “Fuori dalla scatola: idee di sviluppo per il futuro della Sardegna” (un sito che non conoscevo ma che da oggi seguirò con regolarità) la testimonianza di Andrea Zironi. Il suo è un racconto esemplare. Cosa succede se un turista vuole prenotare la sua vacanza attraverso il sito Visit Sardinia, che la Regione propone addirittura come “guida turistica ufficiale della Regione Sardegna”? Un disastro. Vi consiglio di leggere l’intero post, corredato anche da immagini (e dal titolo “Peripezie di un turista alla disperata ricerca di offerte per la Sardegna”), di cui qui sotto vi offro un estratto. Ma fatevi anche un giro dentro Visit Sardinia. E poi ditemi cosa ne pensate…

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L’altro ieri chiacchieravo con Mario, un vecchio amico di Milano. Uno con moglie e figlio che per qualche anno era stato in vacanza in Sardegna e che quest’estate voleva tornarci. Ovviamente con un budget più limitato, quindi in cerca di un’offerta.

“Navigando sul sito della Repubblica on line”, mi dice, “mi imbatto un banner”.

“Interessante! Ci clicco su e mi ritrovo su questa pagina: Visit Sardinia, guida turistica ufficiale della Regione Sardegna. Bene, sito ufficiale, mi posso fidare. E in primo piano, OVUNQUE, cartellini rossi con prezzi incredibili! Beh, vale la pena cercare l’offerta più vantaggiosa e magari – perché no? – cogliere l’occasione al volo e prenotare subito …”.

“Clicco subito su ‘Hotel a partire da € 25,00. E cosa mi trovo? Non un insieme di offerte una sotto l’altra che mi permettono (addirittura!) di acquistare on line, ma una directory di hotel ordinati (ed ordinabili) esclusivamente in ordine alfabetico. Con pochissime indicazioni sulla struttura e senza alcun riferimento ai prezzi, tanto meno della fantasmagorica offerta di 25 euro, della quale non c’è traccia, da nessuna parte!”.

“Ho provato a cliccare su un nome a caso di quegli hotel (certo, a caso, non ci sono altre ragione per sceglierne uno piuttosto che un altro, tipo ‘hotel per bambini’, ‘con spiaggia privata’, ‘etc …). Il risultato è sconfortante.

Non so davvero se alla fine Marco abbia trovato la formula giusta per la sua vacanza, mi auguro di sì, anche perché sul web ci sono tanti portali di operatori privati che fortunatamente funzionano. Penso però che:

1 – In un momento così delicato dove tutte le regioni italiane (e non) lottano con tutte le armi a loro disposizione per accaparrarsi una fetta di mercato dei turisti italiani sempre più piccola e delicata, certi errori di comunicazione diventano piuttosto gravi, per di più se gli si dà una risonanza sul web di quelle proporzioni (a partire dalle campagna su Repubblica e Corriere). L’effetto boomerang può essere devastante.

2 – Fatico a dare un senso al portale Visit Sardinia, che per ora mi sembra una costola di Sardegna Turismo e non capisco perché ne sia stata fatta una cosa a sé, perdendo tra l’altro qualsiasi caratteristica di tipo evocativo-emozionale;

3 – Il sito è solo in italiano, in uno scenario dove a crescere è il turismo estero.

4 – Le sensazioni provate dopo aver visitato il portale sono due: dal “tanto rumore per nulla” al “dietro ogni saldo c’è sempre la fregatura”. Con l’aggravante che, in questo caso, le due sensazioni si uniscono: “Dietro tanto saldo non c’è proprio nulla, che fregatura!”.

Credo negli esperimenti, soprattutto sul web, dove c’è chi sostiene che per la rapidità di evoluzioni e cambiamenti continui bisogna sempre ritenersi in perenne versione beta. Ma l’alta stagione non può essere il tempo degli esperimenti, alla disperata rincorsa di una gara probabilmente ormai decisa (e persa), almeno a livello di promozione istituzionale, rispetto a chi ha pianificato per tempo, bene e con consapevolezza. Ora è tardi, era meglio tenere e migliorare per quanto possibile il solo portale Sardegna Turismo ed evitare di proporre a casaccio delle offerte inesistenti. Perché sul web è facile che un utente scocciato, con un click, vada a finire a Tropea o a Sharm el Sheik. Parlando male di noi.

Andrea Zironi

 

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Posted in: Sardegna