Come Crono, il Dio Spread divora anche Mario Monti. E allora perché il Pd pensa di unirsi all’Udc? Perché ritiene il partito di Casini il suo alleato naturale?

Posted on 23 luglio 2012

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Quindi, fatemi capire. Oggi lo spread è praticamente agli stessi livelli di otto mesi fa, quando con una manovra discutibile il professor Mario Monti fu nominato senatore a vita e poi subito dopo presidente del Consiglio. Operazione tanto spericolata quanto, evidentemente inutile.

Le scelte drastiche imposte agli italiani da un governo non legittimato dal voto popolare non sono servite a niente. La riforma del mercato del lavoro, quella delle pensioni, i tagli ai costi della politica sono stati sacrifici inutili. Perché il Dio Spread non si accontenta, il Dio Spread vuole molto di più, e in cambio ovviamente non dà nulla.

Non era difficile prevederlo, anche perché a decidere le sorti dell’Europa non sono i “mercati” (entità astratte ritenute giuste per definizione) ma più semplicemente un pugno di speculatori che ha scommesso sulla morte dell’euro. I loro nomi? Basta leggere, nel Sole 24 Ore di ieri, l’articolo “I nuovi Soros che puntano contro l’euro”: si chiamano John Paulson e Mohamed A. El-Erian.

O si rovescia l’idolo del Dio Spread o questa divinità chiederà a tutti noi sacrifici sempre più grandi, sempre più ingiusti e sempre più inutili. Pensavamo che l’aver messo a capo del nostro paese un sacerdote dell’ipercapitalismo, un veneratore del Dio Spread, ci avrebbe salvato dalla ira del cielo. Non è stato così. Il Dio Spread se ne fotte di Mario Monti. Il Dio Spread non nutre alcuna riconoscenza, non è né padre né misericordioso. Il Dio Spread è come Crono che mangia i suoi figli. E Mario Monti non è Zeus.

Inoltre, le elezioni e le alleanze in vista del voto politico del 2013.

In nome dell’emergenza, otto mesi fa il Pd ha rotto l’alleanza con l’Isv e Sel per sostenere insieme al Pdl e all’Udc il Governo Monti. Il Pd ha ritenuto che in un anno, grazie al rettore della Bocconi, gli speculatori internazionali ci avrebbero fatto passare dalla colonna dei cattivi a quella dei buoni: non è stato così.

E il debito pubblico non c’entra nulla, le province non c’entrano nulla, le pensioni neanche, e il mercato del lavoro nemmeno. C’entra questo folle capitalismo finanziario, nato e cresciuto anche grazie a gente come Mario Monti, alle agenzie di rating, alle grandi banche d’affari internazionali.

Ora il Pd immagina di andare alle prossime elezioni insieme all’Udc. Si tratta di un’alleanza naturale o dettata dalle contingenze? Perché se così fosse, il Pd dovrebbe avere la coerenza di riproporre Mario Monti.

Mi spiego meglio: vorrei sapere se la decisione del Pd di pendere verso l’Udc è una scelta eccezionale, data dal perdurare della crisi dei mercati finanziari, oppure se il Pd ritiene che l’Udc sia il suo alleato naturale, ideologicamente più affine di quanto non lo siano le sinistre o l’Italia dei Valori, e dunque più adeguato ad affrontare la crisi che non accenna a placarsi.

Qualcuno conosce la risposta?

 

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Posted in: Politica