Perché ProgReS e Michela Murgia pensano di essere intoccabili? Perché negano l’evidenza? Perché vogliono decidere cosa è una notizia e cosa non lo è?

Posted on 23 luglio 2012

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“Sono i giornalisti che giudicano pubblicamente l’operato dei politici, non il contrario”. La frase del mio amico mi colpì molto. Lui da anni fa il giornalista all’interno di una istituzione, ne ha viste di tutti i colori, e sa come me quanto approssimative e fuorvianti possano essere certe ricostruzioni offerte dai nostri giornali. Ma la sua frase segna come un confine: non è la politica a dover giudicare la stampa, ma i lettori. E la politica che pubblicamente svillaneggia la stampa e la delegittima, non fa bene il suo mestiere. Mai.

Alla frase del mio amico ho pensato molto in questi giorni infuocati. I militanti di ProgReS hanno, nella maggioranza dei casi, reagito malissimo al mio post sul loro partito che si sfascia. Non è la prima volta che accade. Insulti, delegittimazioni, accuse di servilismo: ho pubblicato tutto, come sempre. A costoro non replico. Ma a un dirigente e un militante che sono intervenuti in maniera civile (Alessandro Marraccini e Nicola Meloni) sento di dover dare una risposta.

Quando dico che Franciscu Sedda e Ornella Demuru non hanno rinnovato la tessera mi si accusa intanto di aver dato una “notizia vecchia”, quindi non meritevole di essere pubblicata.

Apro una piccola parentesi: questo è un modo tutto politico di reagire: non si dice che un determinato fatto non sia vero, ma che non sia rilevante. Il politico cioè si sostituisce al giornalista nella valutazione di cosa sia o non sia una notizia. Il giornalismo italiano sta morendo così: perché consente ai politici di indicare di volta in volta all’opinione pubblica quali sono le “vere” notizie, e lascia che venga delegittimato chi si permette di divulgare quelle che la politica ritiene “non notizie”. Se permettete, amici di ProgReS, almeno in questo blog cosa sia una notizia lo decido io. E ognuno faccia il proprio mestiere, per favore.

Una notizia vecchia è innanzitutto una notizia risaputa. Ebbene, quanti nella minuscola comunità rappresentata dai lettori di questo blog (comunque molto attenti ai fatti della politica), sapevano che i due più conosciuti esponenti di ProgReS non avevano rinnovato la tessera del loro partito? Non rinnovare la tessera è un fatto clamoroso, plateale. Non significa un semplice allontanamento alla linea del partito, non è un dissenso silenzioso: è una rottura pubblica.

“Ma il mondo non è questo blog!”, direte giustamente voi. E avete ragione. E allora usiamo un metodo più oggettivo: se la notizia dell’allontanamento da ProgReS di Sedda e Demuru è vecchia, potrebbe qualcuno di grazia indicarmi il link di un articolo pubblicato da uno dei nostri quotidiani in cui si dice chiaramente quello che è successo e perché? Se questa notizia è vecchia, mi dite per cortesia chi l’ha data prima di me e con il risalto opportuno?

Qualcuno mi chiede poi se ho verificato la notizia. Ma non pensate che se le notizie che ho dato fossero state false, gli interessati avrebbero reagito. O no? Vi risulta che Sedda, Demuru e gli altri abbiano scritto a me o ad altri dicendo: “Caro Biolchini, hai scritto una marea di cazzate e ti preghiamo di rettificare”?

Eppure i militanti di ProgReS (tutti maestri di giornalismo) mi chiedono provocatoriamente se ho fatto le opportune verifiche. Ma pensateci bene: ad un giornalista gli si chiede se ha verificato le notizie che ha dato quando queste si dimostrano false. Ma se invece sono vere, che senso ha chiedergli l’onore della prova? Sono vere e basta! Rigore è quando arbitro fischia, notizie è vera se nessuno porta elementi che la smentiscano. E gli unici che possono smentire quello che ho scritto sono Sedda e Demuru, i protagonisti della notizia che ho dato sono loro!

La verità è che ProgReS è in estremo imbarazzo. La notizia che i suoi due esponenti più conosciuti siano fuori dal partito è clamorosa, soprattutto se si è invitati al tavolo delle alleanze del centrosinistra e dunque bisogna iniziare a far pesare i propri rapporti di forza. Peccato però che poco meno di due anni fa il partito è nato da una scissione dolorosissima, e ora i due massimi protagonisti di quella vicenda (Sedda e Demuru) stanno lasciando la loro creatura al suo destino! Sedda addirittura si è presentato in via Emilia come rappresentante del Fiocco Verde! Bisognerebbe spiegare cos’è successo, no?

Amici di ProgReS, perché Sedda, Demuru e altri non hanno rinnovato la tessera? Che spiegazioni politiche date a questo avvenimento? Non ve la potete cavare a buon mercato. Non potete dirmi che “sei persone su 400 che non rinnovano una tessera non sembrano una perdita numerica importante”. Questa motivazione è patetica. Perché non dite chiaramente quali sono i motivi di una separazione così clamorosa? La politica ha bisogno di trasparenza, anche quella che fate voi.

Io (che verifico le informazioni, e infatti gli interessati non hanno smentito un bel niente) un motivo della rottura l’ho indicato: il protagonismo di Michela Murgia e la sua volontà di candidarsi alla presidenza della Regione.

Per Marraccini “Michela Murgia non ha nessuna di queste ambizioni. Quelle riportate nell’articolo sono tutte invenzioni. Il tempo ci darà ragione e darà torto a chi mette in giro queste balle”.

Ma di quali balle stai parlando? Di quali invenzioni? È stata la stessa scrittrice a dire alla Festa di Repubblica a Bologna che le suo futuro c’è la politica! Guardati questo video! Che valutazione ne dai?

E che Murgia sia impegnata in questo periodo più che a scrivere a intessere rapporti e relazioni in vista di un suo impegno politico (cioè di una candidatura) è cosa nota a tutti coloro che hanno appena tre-quattro conoscenze nell’ambiente. O che magari ricevono dettagliatissime mail firmate da persone con nome e cognome e che si rivelano piene di notizie tutte vere (e infatti tutte verificate).

Ma allora perché ProGreS e Michela Murgia reagiscono così male quando qualcuno si permette di scrivere che la scrittrice sta lavorando ad una sua futura candidatura? Perché tutto (come nelle migliori tradizioni) deve rimanere sottotraccia. Perché l’operazione è ad alto tasso di possibile fallimento. Ma anche perché, aggiungo io, potrebbe rovinare l’immagine della scrittrice. Che messa alle strette, ammette però con gli amici “che qualcuno le sta chiedendo di candidarsi alla Regione”. Ma il “me lo stanno altri” è una formula straconosciuta quando si vuole sondare una possibilità ardita.

A quanto mi risulta (e ve lo sto dicendo da settimane), Michela Murgia sta lavorando attivamente ad una sua candidatura. Non sono solo gli amici a chiederglielo, c’è qualcosa di più. È necessario però lavorare nel silenzio, confidando che nessuno dia la notizia di tutti questi movimenti in maniera da tenersi una via di fuga sempre pronta.

Strategia più che legittima: perfetta, direi. Ma se qualcuno (facendo il proprio mestiere) la svela, non si può reagire in maniera così scomposta. Che nel futuro di Michela Murgia ci sia la politica lo ha ammesso lei stessa. Che questa prospettiva non piaccia a due fondatori di ProgReS (Sedda e Demuru) io l’ho scritto e gli interessati non mi sembra che abbiano smentito.

Che vi piaccia o no, Michela Murgia possibile candidata alla Regione è una notizia, Franciscu Sedda e Ornella Demuru che lasciano ProgReS sono una notizia. E cos’è una notizia lo decidono i giornalisti, non i politici. Neanche quelli di ProgReS. Per cui, l’unica cosa che posso dirvi è: rassegnatevi.

 

 

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