“Villa con piscina agli zingari”, e i cagliaritani per bene smerdano l’Unione Sarda. Storia di una ribellione civile ad un giornale incivile

Posted on 12 agosto 2012

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Di fronte alla bassezza di certi titoli di giornale c’è da restare annichiliti. “Per gli zingari una villa con piscina a spese del Comune”, “Zingari in villa: è bufera” sono solo parole partorite da persone piccole, con professionalità piccole, per un giornale piccolissimo, ovviamente non nuovo a nefandezze di questo tipo: niente di nuovo sotto il sole. Ma leggere quei titoli fa male, stordisce. E anche una reazione a tanta irresponsabile pochezza stavolta è difficile. Ma stare in silenzio no, non si può.

Ogni giornale ha un’anima e una storia. L’Unione Sarda nacque nel 1889 per contrastare l’ascesa di Ottone Bacaredda, il più grande sindaco che Cagliari abbia mai avuto. Negli anni del fascismo divenne il giornale del Regime e sotto la testata scrisse “Dove il Duce vuole”. Poi fu il giornale di Rovelli, della petrolchimica bugiarda e corrotta. Poi è stato il giornale di Grauso e di Liori, negli anni feroci in cui in tanti, dentro la redazione, fecero carriere tanto strepitose quanto imbarazzanti, mentre editore e direttore si dedicavano a sconcertanti imprese extraeditoriali.

Poi arrivò Sergio Zuncheddu, il misterioso burcerese che aveva fatto i soldi a Milano. Il giornale andò per la sua strada (sempre la solita) e arrivarono gli anni dell’opposizione a Soru, dell’informazione continuamente sottomessa agli interessi del centrodestra e a Berlusconi, grazie a giornalisti pescati chissà come e chissà perché ma sempre pronti a tutto. Cioè al peggio.

Nel mezzo, qualche episodio folckoristico (ricordate la notizia totalmente inventata del pensionato che rubava nel market di Is Mirrionis?), notizie pompate, omissioni imbarazzanti, incursioni squadristiche di notissime firme del giornale all’interno dei locali del nostro sindacato e del nostro Ordine (per fortuna sanzionate con opportuni procedimenti disciplinari). E più recentemente, gli articoli schifosi sul gay pride e sulle case ai rom (già da tempo il giornale soffiava sul fuoco)… Una catena infinita che difficilmente si interromperà con questi due titoli patetici e razzisti contro i rom.

Piccoli uomini, piccoli giornalisti, pessimi titoli, pessimi servizi televisivi (quanti colleghi pronti a eseguire senza intelligenza l’ordine impartito dall’alto…). C’è da restare annichiliti dicevamo: ma stupiti no, no di certo.

Ciò che stupisce è invece la reazione e lo sbugiardamento avvenuto in tempo reale contro la notizia farlocca e irresponsabile. Due testate con risorse e mezzi infinitamente più limitati rispetto al grande gruppo editoriale, hanno letteralmente smerdato il primo quotidiano sardo. Casteddu On Line e CagliarIpad stanno mostrando in queste ore con notizie, video e interviste che quella piscina è vuota, che quella villa era semiabbandonata, che le cose stanno in un altro modo, che la notizia diffusa dall’Unione è una solenne bufala. Perché sono i giornalisti a fare i giornali, non il contrario. E i giornali migliori sono quelli con i giornalisti migliori, non con quelli con i giornalisti meglio pagati.

Tutto questo fino a qualche anno fa non sarebbe stato nemmeno concepibile, semplicemente perché non c’era internet. E nessuna voce alternativa era possibile. Certo la potenza di fuoco del gruppo di Zuncheddu è spaventosa e colpisce fasce enormi di popolazione che raramente hanno il tempo e la capacità di smontare criticamente porcherie come questa.

Giusto per capirci, stamattina nell’edicola di piazza Italia, sopra il manifestino che lanciava la notizia sulla “villa agli zingari” una mano anonima ha invocato per i rom i forni crematori, aggiungendo con intelligenza perversa ciò che l’ignoto titolista in qualche modo suggeriva. Questi sono i sentimenti che l’Unione Sarda in questi due giorni ha sollecitato. Al di là di commenti e cronache ipocrite, l’operazione che il giornale sta portando avanti aizza sentimenti razzisti e xenofobi. Se ci fosse un Ordine dei Giornalisti coraggioso ci sarebbe il tanto per aprire sui due titoli di prima di ieri e di oggi un bel procedimento disciplinare. Ma non cercate coraggio dalle parti di via Barone Rossi, per carità.

Per fortuna però una reazione c’è stata, e rimbalza furiosamente nelle bacheche di Facebook, a testimonianza di una opposizione civile ad un giornale che si è mostrato ancora una volta incivile. Una reazione talmente forte da potersi permettere anche l’uso dell’ironia: guardate questa straordinaria parodia del sito dell’Unione Sarda che gira su Facebook.

La gente perbene reagisce davanti a tanto sconcio, si ribella alle “iene dei giornali” cantate da Battiato, la politica invece tace. Ma ci sono dei momenti in cui i calcoli non servono: bisogna avere il coraggio della verità, anche se poi ci si mette contro il più grande gruppo editoriale dell’isola.

Ribattere colpo su colpo è dura, le forze in campo sono impari. Ma non bisogna stancarsi di combattere il razzismo e la xenofobia, anche quando sono ipocritamente mascherate da “buona informazione”. Non praevalebunt.

Post scriptum
Oggi a Ittiri Moni Ovadia propone uno spettacolo dal titolo “Senza confini” dedicato a due popoli perseguitati dal nazifascismo: quello ebraico e quello rom. Chi può, vada.

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