Cazzate epocali: il nuovo stadio del Cagliari a Quartu! Struttura insicura e sui lavori vigila perfino la Soprintendenza archeologica! Nostro fotoreportage da Is Arenas

Posted on 22 agosto 2012

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Vi prego: chi può, vada a Quartu a vedere di persona il nuovo stadio del Cagliari. Andate a Is Arenas a rendervi conto della cazzata epocale che si sta compiendo, perché soltanto con i vostri occhi potrete accorgervi facilmente della follia di questa struttura, realizzata praticamente in un budello, senza gli spazi fisici necessari a gestire in assoluta sicurezza eventuali scontri tra tifoserie o tra tifosi e forze dell’ordine. E a dirvelo non è soltanto un orfanello del giornalismo, ma uno che frequenta la curva da 35 anni e sa come va il mondo del tifo organizzato.

A dispetto di quello che dichiara oggi il presidente Massimo Cellino ai giornali (“Stadio sicuro e a norma”), è evidente che a Is Arenas non ci sono minimamente gli spazi fisici che possano consentire alle forze dell’ordine di intervenire in sicurezza, non dico in caso di incidenti ma anche di semplici scaramucce. Non c’è spazio, non ce n’è: punto e basta. E lo spazio quando non c’è, non lo si può inventare.

Una delle due curve (proprio quella che il presidente del Cagliari aveva incredibilmente intitolato agli Sconvolts prima di essere costretto dalla Questura a rimangiarsi la decisione e a togliere i seggiolini che componevano il nome del gruppo ultrà) dà su via S’Arrulloni, una banalissima strada a due corsie. Forse queste immagini vi possono aiutare a comprendere meglio l’assenza di spazi di manovra e di come la struttura sia a ridosso della strada. Dove si metteranno i mezzi delle forze dell’ordine? Dove? E gli spettatori in fila?

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La futura tribuna (quella ancora in costruzione) dà invece su via Beethoven. Qui la strada è leggermente più larga, così come lo spazio tra il muro di recinzione alto tre metri e mezzo (previsto dalla legge Pisanu e che ancora neanche si vede) e la tribuna stessa. Ma è proprio su via Beethoven (quattro corsie più due di parcheggi) che si riverserà giocoforza tutto il pubblico (almeno diecimila persone che arriveranno tutte assieme e andranno via tutte assieme) e tutto il traffico di servizio. Secondo voi è una cosa credibile?

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Poi c’è la curva che confina con il palazzetto dello sport, concesso in fretta e furia dall’amministrazione quartese al Cagliari (in attesa della realizzazione della tribuna, lo stadio non ha nemmeno gli spogliatoi). Qui la situazione è a dir poco problematica. Come potete vedere dall’immagine qua sotto, il Comune sta trasformando il vecchio sentiero in terra battuta in una strada vera e propria e questo per consentire agli spettatori di raggiungere la curva. Da una parte della strada c’è dunque lo stadio, dall’altra lo stagno di Molentargius e… un’area archeologica! Eh già! Perché i lavori sono seguiti passo passo da un archeologo della Soprintendenza di Cagliari, non lo sapevate? Il rischio è che gli operai alterino una zona in cui sono state ritrovate tombe romane del periodo imperiale (200 dopo Cristo) e sepolture medievali.

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Ma andiamo avanti. Questa benedetta nuova strada che da via Beethoven costeggia la curva, poi svolta a destra per ricongiungersi a via S’Arrulloni (notare foto qui sotto, prego).

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Il problema qual è? Che il settore dei distinti è realizzato a ridosso della vecchia tribuna in cemento (che non è stata demolita) e che dunque in questo caso lo spazio di sicurezza per gli spettatori è ancora più esiguo! Stiamo parlando di un viottolo di un paio di metri di larghezza, a ridosso dei campi da tennis e di una tensostruttura. E vai con l’immagine!

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Le foto sono quelle che sono, per cui se potete andate a Quartu. Vi renderete conto che nel nuovo stadio del Cagliari la gestione delle tifoserie avversarie sarà a dir poco problematica. E non parliamo poi delle partite in notturna: follia allo stato puro. Mi chiedete come mai sono così preoccupato per il comportamento dei nostri ultrà, notoriamente tra i più corretti d’Italia? Avete ragione, sto esagerando.

E poi ancora: dove si metteranno i venditori ambulanti? No, perché spazio in via S’Arrulloni e in via Beethoven proprio non ce n’è. e quel poco che c’è servirà al traffico di servizio e a alle forze dell’ordine. Ma non è che il sindaco di Quartu ha fatto ai titolari dei caddozzoni (sempre siano lodati) promesse che ora non può mantenere?

Io mi chiedo con quale senso di responsabilità la questura, la prefettura e tutta la Commissione provinciale di vigilanza (che hanno già detto che la struttura così com’è non è a norma) possano immaginare di dare il via libera allo svolgimento delle partite in uno stadio realizzato in un contesto urbanistico del genere. Quella stessa Commissione che ha bocciato il Sant’Elia perché qualche pezzo di calcinaccio rischiava di cadere sugli spettatori…

E quindi che si fa? Quella che si prospetta all’orizzonte è una patetica soluzione all’italiana. Siccome per le manifestazioni con meno di cinquemila spettatori basta avere un’autorizzazione del Comune, sarà proprio l’amministrazione guidata dal sindaco di centrodestra Mauro Contini a dare il via libera alle partite del Cagliari. Che avranno però, appunto, appena cinquemila spettatori! Piccolina la ricaduta d’immagine stravanata per la terza città della Sardegna! Cagliari-Juve, Cagliari-Inter e Cagliari-Milan davanti a ben cinquemila persone!

Come? Non siete d’accordo? Sarebbe una gigantesca figuraccia? Vabbè, a quel punto Contini e Cellino si scaglieranno contro la burocrazia, contro Zedda e perfino contro gli antichi romani e le loro necropoli del menga, e tutto sarà risolto. La colpa di qualcuno sarà. Mia no di certo.

Quindi, giusto per capirci: il Cagliari ha lasciato il Sant’Elia (perché giocare in una struttura che poteva ospitare appena 10 mila spettatori era sconveniente, una vergogna per la città e la società rossoblù), e ora con buona probabilità si dovrà accontentare di uno stadio per 17 mila persone ma aperto, per motivi di sicurezza, solo a cinquemila spettatori. Cioè praticamente solo agli abbonati.

Eh già, perché ieri è partita la campagna abbonamenti: prezzi stracciati. E se dunque i tifosi rossoblù dovessero rispondere in massa e il numero delle tessere dovesse essere superiore a cinquemila, che si fa? Si estrae a sorte?

Ma perché mi faccio tutte queste domande?

 

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Posted in: Cagliari, Sardegna