Senegalesi, vigili urbani e manette. “Caro sindaco Zedda, ma quando cambierai il regolamento razzista sul commercio ambulante?”

Posted on 1 settembre 2012

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Il mio amico Matteo Murgia, presidente dell’associazione Don Chisciotte, ha postato su facebook questa riflessione sul commercio ambulante a Cagliari. Perché nei giorni scorsi un giovane senegalese è stato fermato dai vigili urbani nel Largo Carlo Felice e, dopo una colluttazione, è stato ammanettato. La denuncia è partita dal quotidiano Casteddu on Line, che ha anche pubblicato un video relativo al fermo. Il problema che Matteo pone è importantissimo per una città governata da una maggioranza di centrosinistra. O no?

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La maggioranza di ambulanti stranieri (senegalesi, bengalesi, pachistani, ecc.) che lavora a Cagliari è in possesso di un permesso di soggiorno e di una regolare licenza di ambulante. Hanno la licenza per portare in giro le proprie merci rilasciata dalla provincia, ma non per poter stazionare in un luogo prefissato. Molti di loro non solo pagano le tasse allo stato italiano ma sono costretti a dichiarare di più di quanto realmente guadagnano per poter rinnovare la licenza e il permesso di soggiorno.

In questa città però vigono ancora dei regolamenti razzisti creati dai funzionari del comune ai tempi del centrodestra. Questi regolamenti dicono che è vietato l’ambulantato nel 90 per cento delle zone commerciali della città. Questi regolamenti sono ancora vigenti e nessuno si è ancora posto il problema di cambiarli.

La polizia municipale di Cagliari è impegnata da anni (basta leggere le cronache per saperlo) in una lotta contro gli ambulanti abusivi. Ecco, gli ambulanti intanto (come dicevo prima la maggioranza di loro) sono regolari lavoratori. Purtroppo per loro però se vogliono mangiare sono costretti a violare i regolamenti comunali razzisti di cui sopra e sono soggetti alle “persecuzioni” della polizia municipale spinta dai commercianti (alcuni a dire il vero) che pensano che il pane di bocca in questi anni glielo abbiano tolto gli stranieri e non le città mercato che hanno invaso Cagliari.

Certo, ci sono le merci contraffatte ma sarete d’accordo con me che recuperare queste merci quando sono esposte per terra in Largo Carlo Felice è più semplice che fermarle al porto ovvero prendiamo la scorciatoia con la repressione dei poveri ambulanti anziché provare a fermare il business delle merci contraffatte.

Ed allora, siccome capita sempre più spesso che pistola e divisa vengano accompagnati da arroganza e violenza capita di dover commentare episodi incresciosi come quello di questa mattina. E farlo notare non significa attaccare il mio amico Massimo Zedda, significa avvertirlo che alcuni di noi hanno altre priorità rispetto alle notti colorate e assieme a quello significa anche, nel mio modesto caso, che sono a disposizione per aiutarlo a risolvere i problemi e a rendere questo nostro governo cittadino realmente progressista. e per oggi è tutto.

Matteo Murgia
Presidente dell’associazione Don Chisciotte

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Posted in: Cagliari, Sardegna