Ci scrive Antonello Pabis: “Caro Zedda, dov’è la politica partecipativa che avevi promesso? E noi, perché non ci organizziamo?”

Posted on 5 settembre 2012

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L’amico Antonello Pabis invia al blog questa interessante riflessione che parte dalla situazione in cui si trova la comunità rom cagliaritana. L’amministrazione comunale aveva promesso di coinvolgere i rom in un tavolo permanente, che però non è stato mai convocato. Il tema della democrazia partecipativa riguarda però anche altri ambiti. Penso alla cultura, dove dopo l’orgia iniziale di audizioni, tutto è rimasto come prima. E quindi ora che si fa? La politica sta tutta dentro il Consiglio comunale o si può immaginare qualcosa di diverso? Il dibattito è aperto.

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“Far notare quello che non va (nel Comune di Cagliari) non significa attaccare il mio amico Massimo Zedda, significa avvertirlo che alcuni di noi hanno altre priorità rispetto alle notti 
colorate e assieme a quello significa anche, nel mio modesto caso, che sono a disposizione per aiutarlo a risolvere i problemi e a rendere questo nostro governo cittadino realmente progressista”.

Così scrive Matteo Murgia, che ricorda a Zedda che c’è una cittadinanza che, riconoscendo “altre priorità rispetto alle Notti Colorate” si mette “a disposizione per aiutarlo a risolvere i problemi”.

In questi giorni l’Asce ed i Rom hanno deciso di sollecitare l’attesa istituzione del “Tavolo di lavoro permanente” su ciò che resta da affrontare (quasi tutto) dopo la chiusura del campo Rom della 554.

Altri movimenti e cittadini che hanno voluto il Sindaco progressista e sposato le prospettive della democrazia partecipativa, aspettano ancora di scendere in campo. Questo ho risposto a Susanna Orrù, l’Assessore alle Politiche Sociale che ha comunicato il suo entusiasmo per la nascita della “Consulta dei cittadini stranieri ed apolidi”, scrivendo su Facebook “Succede a Cagliari, una bella esperienza di confronto, politica partecipativa e attiva”.

Ora lo dico (anzi lo ripeto) al Sindaco Zedda:

MA QUALE POLITICA PARTECIPATIVA E ATTIVA??? L’ascolto ed il confronto sono già una buona cosa ma lo saprebbero fare tutti (non costa molto, rende all’immagine e nessuno può dire se è vero o finto). Esattamente come tutti possono fare “politica partecipativa e attiva”. Forse è stato un lapsus ma, come si fa a fare politica senza partecipare ed essere attivi? Sarebbe veramente curioso se qualcuno sostenesse una politica basata sull’assenteismo. La DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA è invece UN’ALTRA COSA.

È quella che abbiamo promesso in campagna elettorale. Essa necessita di luoghi di confronto tematici e permanenti, laboratori di idee, progettazione partecipata (anche da parte dei cittadini-utenti) e verifica sia delle fasi di avanzamento che dei risultati. Di ciò esiste ancora poco o nulla ma confido che sapremo dare un’accelerata al processo di democratizzazione del governo comunale.

Certo, ci vogliono doti di umiltà e coerenza oltre una certa puntualità nel rispetto degli impegni. Ma penso che ce la faremo! Un gruppo di donne e uomini volenterosi compongono gli organi di governo nella città, tra i suoi oltre 155.000 abitanti abbiamo un infinità di persone dalle più svariate competenze, studiosi, intellettuali, tecnici, scienziati e poi, abbiamo cittadini interessati e attivi. Dove li mettiamo?

Non sto parlando di delegare, come si è fatto chiedendo alla Caritas di risolverci il problema dell’abitazione per i Rom. Sto insistendo sul fatto che occorre mettere insieme gli amministratori, i cittadini-utenti, i tecnici, gli esperti e le persone di buona volontà, alla ricerca dei provvedimenti più idonei e condivisi. Pensi che la faremo? Penso che ci sia qualcosa da cambiare ma, ovviamente, io sono ottimista.

Caro Matteo Murgia, caro Vito ed amici del blog, noi siamo una parte della cittadinanza attiva. Che si può fare? I partiti non ci sono (o non si sentono), i gruppi, le associazioni e i Comitati del Movimento sì, ma sono ancora sfilacciati e compressi dalla necessità di far fronte ad innumerevoli impegni con scarsi mezzi a disposizione. E se ci organizzassimo in funzione di Comitato per la Democrazia Partecipativa?

Antonello Pabis
presidente dell’ASCE
Associazione Sarda contro l’Emarginazione

 

 

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