Un anno di Zedda raccontato da se medesimo: pochi lampi, qualche bluff e tanta (buona) ordinaria amministrazione

Posted on 11 settembre 2012

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Prima i lampi: metropolitana leggera (“il progetto preliminare è pronto”), raccolta differenziata (“Basta con le proroghe, vogliamo avere il servizio migliore in Italia”), la nuova passeggiata a Sant’Elia, una gestione del bilancio più oculata con tanti risparmi e tantissime risorse recuperate in extremis. Potrebbe bastare per dare un senso al primo anno di amministrazione della Giunta Zedda, raccontato dal sindaco in persona stasera al Consiglio comunale di Cagliari.

Potrebbe: perché tutti ci ricordiamo quali e quante inadempienze hanno caratterizzato gli anni del centrodestra in città. Zedda è certamente meglio di Floris, e forse anche del primo Delogu. La metropolitana leggera è un’infrastruttura fondamentale per il futuro della città e la raccolta dei rifiuti è uno dei tasti più dolenti da anni. Però, come recitava un fortunato slogan elettorale, “meglio di prima non ci basta”.

E quindi no, non si può essere pienamente convinti dell’intervento del sindaco e del bilancio che ha illustrato. Perché alla fine ne è venuta fuori una relazione confusa, dove le cose grandi e importanti sono state messe affianco ad altre piccole e ordinarie, senza una gerarchia, senza un criterio di importanza, senza le priorità indicate con chiarezza. Zedda è l’anti-Vendola: tanto è visionario e coinvolgente il leader di Sel, quanto è ragionieristico il nostro sindaco. O almeno oggi lo è stato.

Più che un’idea di città, da Zedda è emersa un’idea di amministrazione: conti in ordine, risparmi, rispetto delle regole e della legalità. Risparmi, soprattutto, elencati con puntigliosità da riunione di condominio piuttosto che da assemblea politica.

Il sindaco si è vantato di aver speso poco per qualunque cosa (anche per quelle venute evidentemente maluccio, come il Capodanno o il Carnevale), ha magnificato interventi straordinari che in realtà incidono poco (quanti milioni di fogli di carta A4 si risparmiano grazie all’assessore Piras?), ha battuto soprattutto il tasto della corretta gestione delle risorse, e dal suo punto di vista ha fatto bene. Perché ha ragione a dire che tanti piccoli risparmi poi possono essere utilizzati per garantire quei servizi che il governo sta tagliando. Ma allora è solo questo il senso della politica oggi? Dov’è il progetto per la Cagliari del futuro? Dov’era la politica stasera?

L’abbiamo avvertita giusto quando il sindaco ha spiegato come la sua Giunta ha iniziato ad affrontare il problema delle case popolari: una straordinaria inversione di tendenza. E poi qualche notizia buttata in pasto ai cronisti (“E’ pronto il concorso di idee per riqualificare lo stadio Sant’Elia, faremo un concorso di idee anche per piazza Garibaldi”) e poi tanta ordinaria amministrazione. Che non è male per carità: quelli di prima manco la sapevano fare, talvolta. Ma con la normale amministrazione non si vola alto. La sfida deve essere un’altra.

Poi, purtroppo, c’è stato anche qualche bluff.

Oggi il sindaco ha pesantemente glissato su tre questioni centrali sulle quali la linea dell’amministrazione è ancora ambigua: Tuvixeddu, Molentargius e Teatro Lirico.

Zedda detto che è stato aperto il Parco di Tuvixeddu, quando in realtà non è così: le visite si sono svolte sono in due occasioni straordinarie (Monumenti Aperti e le Giornate dell’Ambiente), l’area archeologica è chiusa e non sembra che il Comune possa aprirla stabilmente così come aveva inizialmente promesso. Per non parlare poi del futuro urbanistico di quell’area: silenzio totale.

Silenzio totale anche sul Teatro Lirico. Zedda rivendica il successo di aver salvato i conti, ma in realtà lo ha fatto con i soldi della Regione che proprio oggi (attraverso l’assessore Milia) ha ricordato che il Teatro è ancora incredibilmente senza guida.

Eppoi Molentargius: il parco è allo sbando, la guida del sindaco di Quartu Contini non è efficace, Zedda ha vantato l’accordo con il parco di Villasimius che in realtà serve solo a dare all’organismo del capoluogo un direttore generale, la cui selezione a Cagliari è stata bloccata. Come mai?

Il sindaco ha dato tanti numeri, ma non quelli che servono per giudicare la sua azione amministrativa: Cagliari sta ancora perdendo abitanti? I poveri sono diminuiti o sono aumentati? E i disoccupati?

Va tutto bene, per carità: le rotonde, le piste ciclabili, le unioni civili, tutti i piani in corso di predisposizione. Ma l’impressione è che questa Giunta non riesca proprio a decollare. Cosa dirà fra un anno il sindaco Zedda al Consiglio? Gli obiettivi concreti dell’amministrazione per il suo secondo anno non sono stati messi a fuoco. E l’impressione è che (rotatorie, atti dovuti, piccole cose fatte bene e risparmi vari) il centrosinistra che guida la città da poco più di un anno non abbia ancora le idee abbastanza chiare.

Post scriptum
Ecco per voi, il bilancio assessorato per assessorato.

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