Ecco i soldi per la cultura a Cagliari! Ma dopo tante promesse, dalla Giunta Zedda arriva la solita elemosina: urge un cambiamento radicale!

Posted on 12 settembre 2012

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Habemus deliberam. Addì 12 settembre 2012 la giunta Zedda finalmente ha deciso: per la loro attività nell’anno 2012, le 89 associazioni, gruppi e società cooperative di spettacolo e cultura che operano a Cagliari avranno in tutto 378 mila 545 euro.

Settantamila euro sono stati destinati ai tre soggetti ritenuti più importanti (la cosiddetta fascia a, con un finanziamento da trentamila euro e due da ventimila), 239 mila euro sono stati destinati ai 40 gruppi di fascia b (tra i diecimila e i 2500 euro), 69 mila 545 euro sono stati destinati infine ai 46 gruppi ricadenti nella fascia c (con contributi tra i 2000 e gli 845 euro).

Per conoscere i nomi dei beneficiari potete anche leggere questo agevole riassunto fatto da CagliarIpad.

Senza entrare nel merito delle scelte del Comune, alcune considerazioni sul metodo.

1 – La delibera dimostra ancora una volta la grande qualità delle associazioni e dei gruppi che operano in città. Se qualcuna delle associazioni che ha avuto mille euro ne avesse ricevuto diecimila o più, nessuno avrebbe avuto niente da ridire.

2 – Considerato il punto uno, è evidente che le scelte della giunta Zedda sono state assolutamente discrezionali. La divisione in tre fasce non è apparentemente sostenuta da nessun tipo di criterio oggettivo.

3 – Vista la professionalità di gran parte dei soggetti beneficiati (molti dei quali godono anche di un sostegno da parte di altre amministrazioni, di fondazioni bancarie o del ministero), è evidente che un contributo al di sotto dei diecimila euro si configura come una sorta di elemosina.

4 – Per il futuro c’è dunque solo da augurarsi che la giunta Zedda come minimo triplichi le risorse a disposizione. Altrimenti si potrà tranquillamente affermare che questa amministrazione non crede nella cultura. Meno di 400 mila euro divisi in questo modo accontentano pochissimi e scontentano quasi tutti. Praticamente, non servono a nulla. Perché contributi da cinquemila euro o meno non incidono sull’attività di una impresa culturale gestita da professionisti. E non serviranno criteri più innovativi per distribuire queste poche risorse: non si governa la fame.

Conclusione: il budget comunale per la cultura va almeno triplicato. Almeno. Ma se il prossimo anno la Giunta Zedda, se dovesse sciaguratamente confermare un impegno inferiore ai 400 mila euro, mostri un po’ più di coraggio e invece di finanziare tutti a pioggia, finanzi solo venti-trenta progetti. Ma li finanzi sul serio, con uno stanziamento minimo di diecimila euro: perché le elemosine non servono a nessuno.

 

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