Lo scandalo dei fondi ai gruppi consiliari in Sardegna: perché la Magistratura cagliaritana ha indagato solo sul gruppo misto?

Posted on 22 settembre 2012

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C’è chi parte prima degli altri ma arriva ultimo lo stesso.

Ora tutta l’Italia si scandalizza per la vergogna dei fondi ai gruppi consiliari delle regioni. Soldi che dovrebbero servire a finanziare l’attività politica, con i quali invece gli onorevoli spesso fanno beatamente i fatti loro. Nel Lazio rischia di franare quel poco di Pdl che è rimasto, mentre l’inchiesta adesso si sposta in Campania, e c’è da credere che anche in altre regioni qualcuno vorrà capire cos’è successo.

E in Sardegna? Da noi questo scandalo è già scoppiato addirittura tre anni fa e potrebbe portare al rinvio a giudizio per peculato di ben diciannove consiglieri appartenenti allora (tra il 2004 e il 2008, gli anni di Soru presidente) al gruppo misto. Per uno invece è stata già fissata la data del processo.

Dire “allora” è importante perché come spesso capita, qualcuno di questi onorevoli proveniva da gruppi molto importanti: tipo Pd e Pdl. Dove forse l’andazzo era lo stesso.

L’inchiesta della magistratura cagliaritana però è rimasta confinata al solo gruppo misto. Nonostante qualche onorevole abbia per esempio ammesso che quando faceva parte del Pdl, i soldi del gruppo li riceveva addirittura in contanti…

Per carità, parliamo di cifre effettivamente diverse da quelle erogate dalla Regione Lazio: centomila euro all’anno da loro, trentamila da noi. E certamente i nostri onorevoli non hanno usato questo consistente extra per organizzare feste pacchiane, come i miserabili consiglieri del Pdl laziale.

Ma che qualcuno in Sardegna si sia comprato la macchina nuova o si sia fatto le vacanze, questo è agli atti. L’attuale senatore del Pdl Silvestro Ladu (allora consigliere di Forza Paris) è accusato di avere usato impropriamente la bellezza di 250 mila euro. Il suo processo inizierà il prossimo 5 novembre. Per gli altri 19 sarà invece il Gup a decidere sull’eventuale rinvio a giudizio mercoledì prossimo, 26 settembre.

E allora? Nessuna curiosità per capire se il sistema utilizzato nel gruppo misto del Consiglio regionale sardo era un unicum? Evidentemente no.

Da qui l’assunto iniziale: c’è chi parte prima degli altri ma arriva ultimo lo stesso. La Magistratura cagliaritana per prima ha messo le mani su questo scandalo di dimensioni nazionali ma ha incredibilmente indagato solo sul gruppo misto. E il risultato di questo scandalo è che se altrove la classe politica coinvolta nello scandalo traballa, in Sardegna invece non è successo niente. Ma proprio niente.

Perché in tutt’Italia il pesce puzza dalla testa, da noi dalla coda.

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Posted in: Politica, Sardegna