“Cagliari criminale”: venerdì 28 la presentazione dei romanzi di Gianni Pesce! E festeggiamo anche i due anni del blog!

Posted on 26 settembre 2012

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Che i suoi libri a Cagliari diano fastidio a qualcuno, Gianni Pesce lo sa benissimo. “Danno fastidio, e so pure a chi. Una casa editrice nazionale, dopo mesi di interessamenti e trattative, si è tirata indietro dopo la telefonata giusta”. Così il poliziotto che ha guidato per vent’anni il commissariato di San Michele, i suoi romanzi se li è stampati da solo. E in città non se ne è saputo praticamente nulla fino a quando un mese e mezzo fa, su questo blog, non è uscito il post  “Quella volta che Falcone venne a Cagliari. E poi la droga, Andreotti, i sequestri di persona, i poveri diavoli di Is Mirrionis”. Gli straordinari libri del commissario Gianni Pesce.

Risultato: centinaia di copie vendute in poche settimane, non solo a Cagliari ma anche in altre librerie nel resto della Sardegna. E le richieste continuano ad arrivare. “Grazie al web ho scoperto che ci sono possibilità che non avevo mai considerato. La risposta è stata estremamente positiva”.

Per questo motivo non era neanche immaginabile che a Cagliari non ci fosse una presentazione ufficiale dei romanzi di Gianni Pesce. Detto, fatto: appuntamento venerdì 28 settembre a partire dalle 18, in via San Giacomo 117 nella sede dell’associazione Don Chisciotte, organizzatrice dell’evento. Insieme a me, ad intervistare l’autore, ci sarà Pino Cabras, mentre le letture saranno curate dall’attore Elio Turno Arthemalle. E per il sottoscritto sarà anche un’occasione speciale, visto che proprio venerdì festeggio il secondo anno di vita del blog.

Titolo della serata: “Cagliari criminale: la malavita, la giustizia, i poliziotti e i mafiosi all’ombra della Torre dell’Elefante nei romanzi di Gianni Pesce”.

“lo lo so che i libri come i miei danno fastidio all’assetto: perché criticano questo sistema in cui le mele marce sono messe al posto giusto”.

Reazioni speciali?
“Un giorno porto il mio primo libro ad un prefetto amico mio. Grande cordialità, anche lui mi regala un suo libro con tanto di dedica. Il tempo di tornare a casa che mi chiama: “Gianni, ma ti rendi conto di cosa hai scritto? Sei andato contro l’amministrazione! Devi cambiare quello che hai scritto qui, qui e qui”.

E lei?
“Gli ho detto che non se ne parlava proprio. E le assicuro che di telefonate così ne ho ricevuto diverse”.

Cosa vuole raccontare nei suoi libri?
“Innanzitutto voglio trasmettere le emozioni che io ho vissuto nel corso della mia esperienza professionale. E poi cerco di evidenziare come oggi nella nostra società spesso manchino principi fondamentali come il senso dello Stato, quello di responsabilità, l’altruismo, il coraggio. Oggi dire che la legge è uguale per tutti è ormai quasi una bestemmia”.

Come ha iniziato a scrivere?
“È stato per caso. Poi mi sono reso conto che in questo modo potevo lasciare ai miei figli un racconto più ragionato di quelle che sono state le mie esperienze più importanti. E poi mi sono accorto che quanto scrivevo poteva interessare una platea più vasta”.

Non si è inventato niente, vero?
“No. Ho solo smussato alcuni angoli, laddove qualche particolare in più avrebbe potuto mettere ancora oggi in seria difficoltà qualcuno”.

A leggere i suoi libri c’è da restare sconcertati.
“Non esiste giustizia, legge o politica che possa essere svincolata da un solido sistema morale, e parlo di morale laica. L’assenza di una morale laica determina crisi in cui stiamo vivendo. Dove anche le porcate hanno una parvenza di legalità”.

Lei ha diretto il Commissariato di San Michele tra il 1969 e il 1989. Com’era la “Cagliari criminale” di allora?
“Il salto di qualità lo si è visto a metà degli anni ’70 con l’arrivo della droga, facilitato da alcune nome che ne legalizzavano l’uso. Cagliari si trovò a fare i conti con cinquemila eroinomani disposti a tutto. La vecchia delinquenza fu travolta e iniziò una fase completamente diversa”.

Con la droga arrivò anche la mafia. E a Cagliari, per interrogare un trafficante che leri aveva arrestato, arrivò, su un aereo dei servizi segreti, il giudice Falcone. Che anno era?
“Il 1983. Nessuno era informato dell’arrivo del giudice. L’interrogatorio del mafioso che curava gli interessi di una famiglia a Cagliari non avvenne in un ufficio della commissariato, ma in una sala riservata del ristorante “Sa cardiga e su schironi”. La notizia di questa visita è sempre rimasta riservata, nessuno ne ha mai parlato prima che io la rievocassi nel mio libro. Falcone era un magistrato eccezionale. Bisognava entrare in sintonia con lui, perché aveva un modo di fare molto siciliano, mentre io da romano ero più abituato ad essere assolutamente diretto su tutto. Ma vidi come istruì il famoso maxiprocesso a Cosa Nostra: con una precisione incredibile, ci chiedeva le prove di ogni prova che portavamo. È stato veramente un eroe”.

Quali sono state le letture che le hanno facilitato questa sua nuova avventura da scrittore?
“Ho sempre letto le cose più varie, tutto quello che ho avuto sottomano l’ho sempre letto. Dal punto di vista letterario, mi piace molto Hemingway, così come i racconti di Kipling. Poi ho una passione per gli storici dell’antichità. Erodoto e Senofonte aiutano a capire molto dell’evoluzione della società. Romanzi invece ne leggo pochi”.

Perché?
“Un poliziotto come me la prima cosa che si chiede è se una storia quadra o no, se i particolari che sono raccontati sono credibili o no. E nei romanzi spesso ci sono persone con una pallottola calibro 9 nello stomaco che fanno cose inverosomili!”.

Progetti per il futuro?
“Ho ripreso a scrivere, ma con molta sofferenza. Nell’ultimo libro, Radici e sangue, ho raccontato come sono morte 32 persone che lottavano contro la mafia. Per la prima volta ho fatto nomi e cognomi veri, e non è stato facile”.

Teme l’arrivo di altre telefonate particolari?
“L’ultima mi è arrivata due giorni fa. Mi chiamano da un noto studio legale cagliaritano, la segretaria mi dice “Resti in attesa”. Pensavo che mi volessero preannunciare una querela e sono stato molto brusco. E invece era solo un notissimo avvocato che aveva letto i miei libri e mi voleva fare i complimenti. Mi ha anche detto che venerdì verrà alla presentazione”.

E voi, ci sarete?

 

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