Mazzella, l’editore-banchiere che non paga e si offende pure! “Vi devo tre stipendi ma la vostra protesta è una totale caduta di stile”!

Posted on 9 ottobre 2012

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Conoscete “Miele amaro”? È un libro di Salvatore Cambosu, che nel 1954 compose un inedito ritratto della Sardegna utilizzando scritti molto eterogenei tra loro: storie, poesie, leggende, fiabe, ricordi, documenti.

Come scrive Manlio Brigaglia nell’edizione curata nel 1999 per i tipi del Maestrale, “il materiale che sta al fondo del grande inventario compiuto da Salvatore Cambosu ha finito per diventare una sorta di catalogo generale dell’identità sarda, il suo primo fascinoso incunabolo”. Il critico Giuseppe Petronio definì invece “Miele amaro” “una originale sintesi di storia e di tradizione, di scienza e di letteratura, una specie di corpus di tutto ciò che costituisce l’anima o il genio sardo nei secoli”.

Ecco, se mai ci fosse in circolazione un nuovo Cambosu e volesse per caso raccontare la Sardegna di questi anni, gli consiglierei vivamente di inserire nella nuova antologia della nostra identità il comunicato stampa che Giorgio Mazzella (impresario turistico, editore televisivo e soprattutto presidente di una banca) ha inviato oggi agli organi di stampa.

Nella nota, il (presumiamo) mutimilionario Mazzella si lamenta del fatto che i lavoratori della sua tv, che attendono da mesi lo stipendio, abbiano convocato per mercoledì 10 un sit in di protesta proprio sotto la banca di cui l’imprenditore è appunto presidente. Una iniziativa che Mazzella ritiene “una totale caduta di stile”. Perché di questi tempi manifestare per chiedere di essere pagati è evidentemente una questione di “stile”.

Certo, nella Sardegna di oggi è difficile mettersi nei panni di un presidente di banca (nello specifico, la Banca di Credito Sardo, di proprietà del Gruppo Intesa) che non riesce a trovare i soldi per pagare una manciata di mensilità arretrate ai suoi dipendenti. Immagino che anche Mazzella abbia la stessa difficoltà di accesso al credito che attanaglia tutti i piccoli imprenditori sardi. Che tempi.

Con questa nota che trovate alla fine del post, Mazzella esce dalla fredda cronaca e diventa un personaggio letterario. Forse proprio a lui Cambosu pensava quando scrisse in “Miele amaro” il racconto “Parla il ricco (per modo di dire)”:

“Finalmente, dopo tante annate magre, un’annata in grazia di Dio. Finalmente sappiamo cosa significhi essere ricchi e abbiamo potuto passare alcuni giorni di pace. Una, due settimane. Come sono volate. E siamo qui, già a fare i conti. I conti dei debiti che, mentre abbiamo viaggiato nelle stagioni, si sono accumulati. Noi li chiamiamo salari e, come il sale, essi sono amari: ma è da uomini di coscienza, d’onore e di senno pagarli”.

C’è qualche autorità morale in Sardegna, qualche spirito libero, che con voce alta e ferma possa e voglia sanzionare l’incredibile comportamento di Giorgio Mazzella?

Grazie a Banana per la sua straordinaria vignetta, e piena solidarietà ai giornalisti e ai lavoratori di Sardegna 1. Ci vediamo alle 10.30 di fronte alla sede della Banca di Credito Sardo, in viale Bonaria a Cagliari. Chissà se i nostri colleghi spiegheranno la vostra protesta con la stessa enfasi e la stessa partecipazione con la quale ogni giorno raccontano i drammi dei lavoratori dell’Alcoa, della Carbosulcis, della Vinyls, della Energit… Chissà. Sarà la volta che La Nuova Sardegna la smette di scrivere sulla vostra vertenza dei ridicoli “francobolli” e magari osa dedicarvi addirittura un’apertura di pagina?

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COMUNICATO STAMPA

Ho letto con rammarico il vostro comunicato sindacale di ieri e le notizie, ad esso relative, pubblicate dalla stampa odierna e sono deluso dal basso profilo con cui avete scelto di condurre la vostra azione di protesta.

Lo sciopero è un vostro diritto, ma, la scelta di tenere un sit in di fronte alla sede della Banca di Credito Sardo, che mi onoro di presiedere, denota una totale caduta di stile al quale per principio non posso cedere.

Come annunciato nel mio precedente comunicato, in attesa che lo Stato faccia fronte ai suoi impegni, sto lavorando, per reperire i fondi necessari a finanziare Sardegna 1 e, a breve, sono certo troverò, come sempre, una soluzione.

La strada che avete scelto di percorrere, qualora voleste perseguirla, mi allontanerà totalmente e definitivamente dall’azienda e spegnerà ogni mio desiderio di continuare a combattere per rilanciarla.

Per il bene dell’azienda, vi invito perciò, di nuovo, a lavorare insieme a me e a manifestare, come già vi ho chiesto più volte, nelle sedi opportune, affinché lo Stato onori celermente i suoi debiti che ad oggi ammontano ad oltre 2 milioni di euro.

Ciò permetterebbe di poter pagare i vostri stipendi con regolarità e di portare avanti le azioni necessarie per il rilancio ed il consolidamento dell’azienda.

Giorgio Mazzella

 

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