Oggi rottamo io! Dei 27 parlamentari sardi, solo 9 meritano (forse) la ricandidatura! Vedere le classifiche per credere!

Posted on 18 ottobre 2012

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Veltroni si fa da parte, D’Alema quasi, e ora c’è anche chi chiede alla Bindi di fare un passo indietro. Le prossime elezioni le vincerà anche chi saprà proporre candidati nuovi, o quantomeno non le solite facce. Il Pd a livello nazionale teme il ciclone Renzi e prova a disinnescare in questo modo la furia “rottamatrice” del principale avversario di Bersani alle primarie del centrosinistra del prossimo 25 novembre.

E in Sardegna? Cosa succede da noi? In che misura i grandi schieramenti rinnoveranno i candidati al parlamento? Certo, in assenza anche di una nuova legge elettorale è difficile fare previsioni, però basta scorrere l’elenco degli “eletti” e consultare i dati di produttività elaborati da Open Parlamento per pretendere da qualcuno un più che doveroso passo indietro.

Partiamo dalla Camera, dove la Sardegna ha diciotto rappresentanti. Diciotto si fa per dire, visto che Luca Barbareschi fu imposto dalla segreteria nazionale del Pdl. E a parte il cognome, Giuseppe Cossiga con la Sardegna non c’entra nulla. E di Piero Testoni vogliamo parlarne? In parlamento da undici anni, venne paracadutato dalla Lombardia in Sardegna.

Probabilmente per questi tre signori una candidatura nelle loro regioni di appartenenza non guasterebbe.

Partiamo allora dai veri deputati sardi espressi dal centrodestra.

Il berlusconiano Salvatore Cicu è in Parlamento da diciotto anni: può bastare? Direi di sì. Però a Cicu va reso l’onore delle armi: la classifica di produttività lo colloca al 43° posto su 630 deputati.

L’ex An Bruno Murgia è in parlamento dal 2006, ma prima era in Consiglio regionale. L’indice di produttività calcolato da Open Parlamento lo colloca al 430° posto su 630: rivedibile.

La carriera parlamentare di Settimo Nizzi è invece molto breve (è alla prima legislatura) ma l’ex sindaco di Olbia è in politica dal 1994, fedelissimo di Silvio Berlusconi. L’attuale carica di coordinatore regionale del partito (quale? Perché c’è ancora il Pdl in Sardegna?) lo mette comunque al riparo dalle sorprese. Anche il suo indice di produttività però è bassino: 487° su 630.

Mauro Pili sfoggia invece un discreto 256° posto. La sua carriera parlamentare è iniziata nel 2006, mentre quella politica prese il via ventun anni fa in qualità di sindaco di Iglesias. Fa politica ad alti livelli dal 1999, anno in cui fu eletto presidente della Regione. Ricandidabile, anche se non si capisce con chi, visto che ormai il più acerrimo nemico del Pdl sembra essere lui.

Per l’ex An Carmelo Porcu vale lo stesso concetto che per Salvatore Cicu: è in parlamento da diciotto anni. Arrivederci e grazie.

Paolo Vella, chi era costui? Il berlusconiano è alla sua prima legislatura ma non sembra aver lasciato eccessive tracce del suo passaggio a Montecitorio: 530° in classifica. Può tranquillamente tornare a fare l’architetto senza mettere a rischio le sorti della Sardegna.

L’Udc ha in parlamento Antonio Mereu. Voi non sapete manco chi sia, ma lui è dieci anni alla Camera! Forse è il momento che Giorgio Oppi si trovi un’altra controfigura da mandare a Roma.

Quindi, dei dieci parlamentari espressi dal centrodestra nel collegio Sardegna alle elezioni del 2008, secondo il mio modestissimo parere potrebbero essere ripresentati appena in tre: Murgia, Pili e Nizzi.

Passiamo al centrosinistra, che nel 2008 ha eletto otto deputati. Partiamo dal Pd.

L’ex segretario regionale del Pd Giulio Calvisi è alla sua prima legislatura. Esame superato grazie ad un indice di produttività molto alto: è 95° su 630.

Anche l’ex Margherita Paolo Fadda è alla sua prima legislatura ma la lunghissima militanza politica lo obbliga (e lui lo sa benissimo) ad un passo indietro.

Prima legislatura e nessun acuto (si fa per dire) per Siro Marroccu: 549° in classifica su 630. Villacidro lo aspetta a braccia aperte.

Il sassarese Guido Melis è alla prima legislatura e non ha mai avuto incarichi precedenti in altre assemblee elettive. A metà classifica (304°) per la produttività: proceda.

Stesso ragionamento per Caterina Pes, “inventata” politica e parlamentare da Renato Soru (fu anche coordinatrice regionale di Progetto Sardegna).

Arturo Parisi è stato per anni un ispiratore del movimento referendario. Oggi sulla Nuova Sardegna ha ribadito la sua volontà di non ricandidarsi: buona scelta.

Amalia Schirru si piazza bene nella classifica per produttività (è 86°). È in parlamento da appena sei anni, ma anche per lei (come per altri del Pd) la lunga militanza politica ad alti livelli consiglierebbe un generoso passo indietro.

E poi in parlamento c’è Federico Palomba. Il segretario regionale dell’Italia dei Valori è uno dei principali collaboratori di Di Pietro ed è anche il nostro deputato più attivo (addirittura 36° in classifica). Onore al merito, ma un passo indietro (in nome del rinnovamento generazionale) non guasterebbe.

Dunque, secondo il mio modestissimo avviso, degli otto parlamentari espressi dal centrosinistra nel collegio Sardegna alle elezioni del 2008, potrebbero essere ripresentati appena in tre: Calvisi, Melis e Pes.

In generale, se dipendesse da me, dei diciotto deputati sardi uscenti se ne dovrebbero ripresentare appena sei!

***

E passiamo al Senato! Qui è più facile, perché i nostri rappresentanti sono appena nove. Anzi sette, perché Luciana Sbarbati ci fu imposta dal centrosinistra nazionale e Filippo Saltamartini dal Pdl romano, e dunque nemmeno la prendiamo in considerazione.

Partiamo anche in questo caso dal centrodestra, che ha cinque rappresentanti a Palazzo Madama.

Dopo essere stato per dieci anni circa sindaco di Cagliari, Mariano Delogu (191° su 323 nella classifica della produttività) si è fatto undici anni in parlamento. Spazio ai giovani!

Silvestro Ladu è in parlamento da nemmeno un anno, ma forse il processo che lo attende per il presunto uso improprio dei fondi destinati ai gruppi quand’era consigliere regionale consiglierebbe un salutare stop.

Di Beppe Pisanu basti dire che ieri ha dichiarato alla stampa che vuole essere ricandidato per battere il record di permanenza in parlamento: trentotto anni non gli bastano. Peraltro nella classifica è 297° su 323! Spudorato.

Il gallurese Fedele Sanciu è in parlamento da soli sei anni ma anche lui vanta una lunga militanza berlusconiana. In classifica è 177°. Nota di demerito per aver mantenuto contemporaneamente anche la carica di presidente dell provincia di Obia-Tempio.

In sintesi, dei cinque sardi del centrodestra che siedono a Palazzo Madama solo Sanciu meriterebbe (e in condizionale è d’obbligo) di essere ricandidato. Gli altri, a casa. Serenamente.

E passiamo al centrosinistra.

Prima legislatura e un soddisfacente 102° posto per Francesco Sanna del Pd. Ampiamente confermato.

L’olbiese Giampiero Scanu vanta un discreto 152° posto ed è alla prima legislatura. Per te, miss Italia continua.

E Antonello Cabras? Sedici anni in parlamento possono bastare. Eppoi lo aspetta la poltrona di presidente della Fondazione Banco di Sardegna…

Quindi, dei nove senatori espressi alle ultime elezioni nel collegio sardo io ne riproporrei solo tre: Sanciu, Sanna e Scanu.

***

Complessivamente, io rottamatore, ricandiderei appena nove dei 27 parlamentari espressi attualmente dalla Sardegna!

Non dite che non vi avevo avvertito! E non lamentatevi quando i grillini manderanno in parlamento degli emeriti sconosciuti. Perché questi diciotto, purtroppo, li conosciamo già bene.

 

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Posted in: Politica, Sardegna