“Il Piano Sulcis fa cagare!” I ministri Passera e Barca verranno in Sardegna per dirlo direttamente a Cappellacci il prossimo 13 novembre

Posted on 20 ottobre 2012

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Secondo il sito della Nuova Sardegna,

Nella giornata del 13 novembre una delegazione del governo, composta dal ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera, da quello per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca e dal Sottosegretario al Mise Claudio De Vincenti, sarà in Sardegna. Obiettivo della presenza dell’esecutivo nell’isola, secondo quanto informa una nota, affrontare con le istituzioni, gli enti locali, le organizzazioni imprenditoriali e sindacali e le autorità del luogo le prospettive economiche, occupazionali e sociali del Sulcis.

In una nota il presidente Cappellacci afferma che

“occorre un confronto aperto che, partendo dalle emergenze e dalle vertenze industriali, si allarghi alle questioni legate al superamento del divario infrastrutturale e alle azioni per promuovere lo sviluppo”.

Bella notizia, vero? Siete contenti? Siete speranzosi? Peccato che un articolo uscito ieri su Milano Finanza parli chiaro: “Il piano sardo per il Sulcis non convince il Governo”!

Secondo il quotidiano economico, l’esecutivo ha praticamente smontato il piano proposto dal duo Cappellacci-Tore Cherchi! Smontato e rimontato, al punto tale che del progetto originario sarebbe rimasto veramente ben poco.

Come ben sintetizzato dal Sole-24 Ore lo scorso 30 agosto

Il piano regionale nel complesso prevede uno stanziamento di quasi 350 milioni di euro e si suddivide in 7 punti. Il primo è la salvaguardia e il rilancio del polo industriale esistente. Segue il Ccs (il progetto di rilancio della Carbosulcis, ndc), e poi la metanizzazione e il progetto del gasdotto Galsi, la bonifica delle aree minerarie dismesse, le infrastrutture per lo sviluppo locale, il rilancio del turismo, la valorizzazione di attività legate all’ambiente, alla nautica, alla filiera agro-alimentare e a quella agro-energetica.

Cos’ha detto dunque Monti? Innanzitutto ha denunciato l’incongruenza tra i progetti industriali e quelli turistici: vogliamo veramente portare i turisti sotto le ciminiere di Portovesme? Possono convivere queste due vocazioni? E quali sono i flussi turistici previsti?

Ma Monti & C. obiettano anche che i progetti sull’energia pulita necessitano di investimenti che al momento non esistono. Tutto sulla carta.

Smontata anche la parte specifica dedicata alla riqualificazione dei lavoratori espulsi dalle grandi fabbriche (evidentemente assente o poco soddisfacente).

Insomma, la realtà non è molto distante da come il nostro titolista ha voluto brutalmente sintetizzare.

E quindi che si fa?

Il governo Monti suggerisce di intervenire subito con le risorse disponibili per aggredire la crisi, e per questo obiettivo è pronto a mettere sul piatto ulteriori novanta milioni (risorse che magari fra qualche settimana la Regione si giocherà come “grande successo” ottenuto da questa giunta…).

La verità è che il piano è talmente scombinato che Monti sta dicendo a Cappellacci: “Fai qualcosa e falla in fretta senza perdere tempo in progetti inverosimili! Ti do pure 90 milioni di euro in più pur di vedere qualche posto di lavoro salvato senza dover aspettare la realizzazione del Galsi, il salvataggio di Alcoa e il fantomatico progetto del carbone estratto, gassificato e con le scorie stoccate sotto terra!”.

Perché sono questi i progetti (insieme alle immancabili bonifiche) su cui il Piano Sulcis soprattutto punta…

Invece il governo pretende l’attuazione di progetti operativi subito, perché la crisi è adesso.

E per il futuro? Secondo Monti, sarà necessario indire un bando internazionale di idee per il Sulcis, “per poi assemblare le migliori pervenute e indire una nuova gare per la realizzazione del progetto finale così costruito”.

Insomma, del tanto strombazzato Piano Sulcis voluto da Cappellacci e Tore Cherchi il governo non ha lasciato in piedi nulla!

Volevo dirvelo, visto che nessuno di voi immagino legga Milano Finanza. Bravi, bravi, già la vinciamo domani la guerra!

 

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Posted in: Politica, Sardegna