In Sardegna fallisce la Rivoluzione! Gli indipendentisti, Grillo, Zedda e le risposte sbagliate alle giuste domande di chi vuole cambiare la politica

Posted on 7 novembre 2012

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“Poca gente, vero?”. Un amico mi guarda sconsolato. Sotto il Consiglio regionale di via Roma a Cagliari, la manifestazione organizzata dalla Consulta rivoluzionaria ha richiamato poco più di duemila persone. Ma se anche fossero state cinquemila non sarebbe cambiato nulla. La folla oceanica che doveva chiedere le dimissioni della giunta Cappellacci e dei consiglieri regionali non si è vista.

La Consulta ha fallito? Forse di manifestazioni del genere se ne sono fatte un po’ troppe negli ultimi anni, e anche se questa doveva essere diversa il copione sembrava lo stesso di sempre. Poi iniziative così costano: la crisi non lascia scampo, e far arrivare dei pullman da Olbia, da Sassari e da Porto Torres inizia ad avere costi proibitivi. Forse qualcosa di più creativo e di meno rituale avrebbe avuto maggior successo.

Le ragioni della protesta però restano in campo: la situazione è realmente insostenibile. Le proposte convincono (maggiore sovranità per la Sardegna sarebbe opportuna) ma le sparate lasciano il tempo che trovano: e dopo che alla Regione si dimettono tutti, che si fa? Si va a nuove elezioni, ovviamente. E la Consulta ha la forza di proporre un candidato credibile e di raccogliere un consenso che vada oltre quello che negli anni le sigle confluite nel movimento rivoluzionario sono state in grado di ottenere? Questa è la vera sfida, un’altra non ce n’è. Ed è la sfida della democrazia.

Se le ragioni della protesta e le proposte avanzate in parte restano, la scarsa partecipazione di oggi non può però essere taciuta. Stavolta nessuno ha oscurato niente, i giornali hanno fatto il loro dovere. Forse la crisi di credibilità delle classi dirigenti isolane non risparmia neanche l’ambito indipendentista, sovranista o antagonista che dir si voglia. Anche qui probabilmente serve un ricambio.

Perché la gente ha voglia di partecipare alla politica in forme nuove. Lo dicevano i volti dei ragazzi e delle ragazze presenti oggi sotto il Consiglio. E lo dicono a modo loro anche i tanti (giovani e non più giovani) sedotti dalle parole di Grillo, a cui il comico (che fa sempre meno ridere) offre soluzioni assai discutibili.

Ma un conto sono le risposte sbagliate, un altro le domande giustissime. E a queste domande di una nuova partecipazione politica, i partiti tradizionali riescono con grande fatica a dare una risposta soddisfacente.

Nel centrosinistra le primarie sono viste come il massimo di partecipazione consentita: non è poco, ma non può bastare. Le richieste che vengono dalla società sono altre, molto più pressanti: rinnovamento, partecipazione, trasparenza.

Grillo ascolta le domande e dà risposte talvolta aberranti, il centrosinistra invece spesso fa finta di ascoltare e capita che si limiti a dare risposte generiche.

Anche a Cagliari, dove con l’elezione a sindaco di Massimo Zedda si pensava che l’amministrazione di centrosinistra avrebbe proposto nuove forme di partecipazione della cittadinanza alla cosa pubblica. Finora non è stato così. Ma in città ci sono ancora tutte le condizioni per creare un laboratorio politico che consenta al centrosinistra di sperimentare nuove forme di coinvolgimento, più innovative di quelle che l’amministrazione ha messo in campo finora. Magari sfruttando la Rete, proponendo progetti pilota di consultazione della cittadinanza capaci di andare la stantia prassi delle “assemblee” o dell’ascolto (una volta tanto) dei residenti.

Le sfide che la democrazia pone sono sempre le stesse ma necessitano di strumenti nuovi di analisi e di intervento. Grillo propone di distruggere i partiti, i rivoluzionari sardi oggi sono rimasti soli:  e il centrosinistra cosa pensa? Che basti fare le primarie per convincere gli italiani e vincere le prossime elezioni? E a Cagliari l’amministrazione Zedda quale nuovo modello di politica partecipativa vuole proporre per contrastare l’avanzata del populismo? Perché di questi tempi avere una normale giunta di centrosinistra purtroppo non basta più.

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