Fondi ai gruppi, si sveglia la bella addormentata! La magistratura cagliaritana acquisisce i bilanci di tutti i partiti!

Posted on 9 novembre 2012

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Lo scorso 22 settembre, l’umile tenutario di questi blog scrisse un post dal titolo “Lo scandalo dei fondi ai gruppi consiliari in Sardegna: perché la Magistratura cagliaritana ha indagato solo sul gruppo misto?”. Domanda bizzarra, che evidentemente non si era mai fatto nessuno. E che evidentemente non doveva essere fatta, vista la scompostezza di qualche reazione (andate a vedervi i commenti al post, e poi ridete).

Però veramente non si è capito come mai la magistratura cagliaritana non avesse ritenuto opportuno allargare da subito a tutti i gruppi consiliari l’inchiesta che ha riguardato due gruppi minori, incidentalmente travolti sul fronte dell’uso delle risorse pubbliche a partire da una vicenda di mobbing ai danni di una dipendente regionale.

E la magistratura cagliaritana non ha allargato l’indagine neanche quando lo scandalo dei fondi ai gruppi consiliari regionali è scoppiato nel Lazio e si esteso ad altre regioni. Anzi: i magistrati continuavano a dire che non c’era proprio motivo di andare a ficcare il naso negli altri gruppi.

Eppure (come l’umile tenutario ebbe modo di scrivere lo scorso 25 ottobre, in un post dal titolo “Stadio Is Arenas, fondi ai gruppi consiliari e ambientalisti inventati: mai perdere di vista le notizie!”) bastava semplicemente leggersi l’interrogatorio ai consiglieri Amadu e Scarpa, transitati dal Pdl e dal Pd, per capire che forse era il caso di dare un’occhiata anche ai gruppi maggiori. Ma d’altronde, perché leggere gli atti? Perché fare domande scomode? Perché ragionare con la propria testa?

Sta di fatto che ieri la bella addormentata di colpo si è svegliata. Spinta da chissà quale tardiva curiosità, la magistratura cagliaritana (attraverso il titolare dell’inchiesta) “ha chiesto alla Guardia di Finanza l’acquisizione anche degli altri documenti sulle spese sostenute dai vari Gruppi consiliari”. Incredibile, vero? Lo scrive la versione on line dell’Unione Sarda.

Se la stampa viene definita anche “quarto potere” un motivo ci sarà: nel senso che si deve distinguere nettamente sia dal potere legislativo, che quello esecutivo che (ovviamente) da quello giudiziario. I giornalisti che prendono per oro colato tutto quello che arriva dalle procure rendono ai lettori lo stesso pessimo servizio dei giornalisti che credono a tutto quello che dicono loro i politici.

E oggi la stampa isolana quanto riesce ad avere un atteggiamento critico nei confronti del potere giudiziario? Non vedo l’ora di comprare i giornali di domani per rendermene conto.

 

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