Is Arenas, dallo stadio alla colonia penale. Tre arresti a Quartu per i lavori nell’impianto del Cagliari! Chi l’avrebbe mai detto?

Posted on 29 novembre 2012

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Si sono trovati il sindaco di Quartu e il presidente del Cagliari: uno più irresponsabile dell’altro.

Mauro Contini ha creduto che si potesse trasformare in quattro e quattr’otto un campetto di periferia in uno stadio da serie A. Massimo Cellino ha pensato che ancora una volta lo straordinario potere mediatico che gli deriva dall’essere il proprietario di una squadra di calcio tra le più seguite in Italia, gli avrebbe spianato ogni strada. Entrambi contro ogni norma e contro ogni buonsenso. Ma stavolta sta andando male a tutt’e due.

Attorno a loro, una opinione pubblica anestetizzata da giornali e tv che hanno abdicato al loro ruolo primario, che è quello di trovare le notizie e non di amplificare servilmente la voce del potere. Bastava andare ad Is Arenas per rendersi conto della follia dell’operazione.

E poi basta con questa stupidaggine che altri stadi in Italia sono costruiti in pieno centro urbano! Sono impianti di vecchia concezione. Il Cagliari invece poteva disporre di uno stadio straordinario dal punto di vista della sicurezza, ed è chiaro che a quello standard bisognava fare riferimento nel caso in cui si fosse voluta realizzare un’altra struttura, alternativa al Sant’Elia. L’impianto di Is Arenas è invece un ritorno al passato inaccettabile per chi, come le forze dell’ordine, ogni domenica è costretta a passarsela lontano da casa per colpa di quattro scalmanati, a cui peraltro da anni Cellino liscia continuamente il pelo.

Per chi non lo avesse ancora capito, lo stadio di Is Arenas presenta delle criticità serissime. Avete letto la relazione sull’impianto preparata del Comune di Quartu? Scaricatevela: io ora vi propongo solo le conclusioni:

“Appare evidente che le criticità precedentemente già illustrate potrebbero rendere difficoltosa l’iniziativa ma sicuramente, alla luce delle considerazioni formulate, l’intervento si presenta come un opportunità unica per il Comune di Quartu Sant’Elena e per i suoi cittadini, con un ritorno di immagine a livello nazionale irripetibile”.

“Criticità che potrebbero rendere difficoltosa l’iniziativa”: anche il Comune sapeva che si trattava di un azzardo. E io temo che non basteranno poche settimane per consentire al Cagliari di disputare in questa struttura le sue partite. Peraltro, resterei veramente stupito se la Prefettura e il Comitato provinciale di Vigilanza accettassero la proposta del Cagliari di disputare la partita di domenica sera contro l’Atalanta a porte chiuse.

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Cagliari Atalanta?? Ma di cosa stiamo parlando?

Ah, scusate: per sbaglio ho ripostato un pezzo scritto lo scorso 29 agosto (Ecco come il sindaco Zedda può salvare il Cagliari e Cellino: offrendo ai rossoblù lo stadio Sant’Elia. Si può fare, si può fare!). Lasciate perdere, sono notizie vecchie di tre mesi. Quelle nuove invece sono altre, e cioè che stamattina a Quartu hanno arrestato due dirigenti comunali e il responsabile della ditta Andreoni, quella che ha realizzato le opere esterne al nuovo impianto.

Uno dei due dipendenti comunali arrestati è quello che ha redatto la relazione sui lavori da effettuare nello stadio.

La notizia completa la potete trovare sul sito dell’Unione Sarda, giornale che da subito ha mostrato molte perplessità sull’opportunità di costruire il nuovo stadio del Cagliari a Is Arenas.

Post scriptum
Come ha già scritto Di Legno, il Cagliari giocherà le prossime gare a Is Arenas. Alla colonia penale, però. In alternativa, Isili o Mamone.

 

 

 

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