Piccolo Auditorium, ci scrive Lelio Lecis: “Il teatro è sempre stato aperto a tutti. E con le nuove regole affittarlo costerà di più!”

Posted on 30 novembre 2012

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Continua il dibattito sul futuro dell’Auditorium comunale di piazzetta Dettori a Cagliari. Dopo il mio post dal titolo “Cultura a Cagliari, il Comune silura la Scuola d’Arte Drammatica! E per il Piccolo Auditorium un clamoroso passo indietro…”) è intervenuto Tonino Murru (“Il Comune fa bene ad immaginare una gestione diversa).
Oggi prende la parola Lelio Lecis, direttore della Scuola d’Arte Drammatica, che ha gestito in questi anni lo spazio di proprietà comunale, e che ringrazio per questo suo intervento.

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Caro Vito,

già da qualche giorno sentivo l’esigenza di esprimere anche la mia opinione sulla vicenda dell’Auditorium Comunale: per farlo in maniera ponderata, ho aspettato la pubblicazione della delibera di Giunta.

Ma prima vorrei dare qualche piccola risposta a chi ha pubblicamente affermato: “Lelio Lecis sapeva perfettamente che doveva andar via il 31 dicembre” e “abbiamo internalizzato l’Auditorium per dare spazio alle Associazioni cittadine interrompendo una gestione esclusiva da parte della Scuola d’Arte Drammatica”.

La Scuola d’Arte Drammatica per l’Auditorium, i Cada Die per la Vetreria e il Teatro Stabile di Sardegna per il Teatro Massimo, hanno sempre avuto ben presente la scadenza delle loro convenzioni.

I Cada Die hanno avuto un anno e mezzo di proroga prima del bando che, in alcuni, ha suscitato ilarità, mentre il Teatro Stabile di Sardegna si è visto prorogare la gestione per due anni e mezzo.

Ebbene sì, anch’io mi aspettavo una piccolissima proroga che permettesse alla Scuola di concludere l’anno scolastico in corso, come da assicurazioni informali giuntemi da più parti.

Per quanto riguarda la frase “l’abbiamo internalizzato per dare spazio alle Associazioni cittadine interrompendo una gestione esclusiva da parte della Scuola d’Arte Drammatica”, posso replicare che è una menzogna: in tutti questi anni nessuna associazione (professionista o dilettante senza distinzioni) che ha richiesto lo spazio ha avuto un rifiuto.

Le Associazioni che non hanno fatto attività all’Auditorium, non hanno presentato richiesta.

Non solo, ma la convenzione siglata dal Comune prevede che lo spazio sia dato a chiunque per oltre 150 giorni l’anno.

Altra precisazione: le tariffe da noi applicate (esose o meno che fossero) sono state decise in perfetta autonomia dal Comune di Cagliari (deliberazione della Giunta n. 82 del 30.03.2012), firmate dall’Assessore Puggioni che ci ha inviato anche una circolare nella quale ci invitava a far rispettare queste tariffe (prot. N. 191055 del 17.09.2012, Assessorato alla Cultura).

Se l’Assessore avesse deciso che le tariffe erano 100 e 150 euro, noi avremmo applicato quelle.

L’unico cambiamento rispetto alla nostra gestione è che il Comune aveva 15 giorni gratuiti da assegnare a chi voleva e adesso potrebbe darlo in maniera totalmente gratuita quanti giorni vuole a chiunque.

È vero, qualche agevolazione è stata concessa agli organismi professionali di piccola e media entità (quindi non Cedac o Akròama che hanno pagato il prezzo intero) anche perché io ho fatto tanta gavetta, conosco i problemi per averli vissuti e non lo dimentico.

Gli organismi “agevolati” sono quelli che hanno partecipato al progetto “Cagliari a teatro” – 60 giorni nel triennio – progetto nato per agevolare e dare visibilità ad organismi senza teatro, favorendo nel contempo la fruizione e la vitalità del quartiere Marina, in un periodo dell’anno in cui lo spazio è poco richiesto (tutto ciò nel pieno rispetto del dettato della convenzione siglata dal Comune).

Questi organismi hanno pagato una cifra che va da un minimo di 50 euro ad un massimo di 600 euro al giorno (comprensivo di personale di sala, personale organizzativo, pulizie e service tecnico).

Per quanto concerne la delibera, non ho molto da aggiungere al tuo blog: sei stato un preveggente, in realtà i 100, 150 euro di cui parla il Comune servono solo per aprire la porta, visto che a ciò va aggiunto il costo per l’assistenza tecnica, la custodia, pulizia e assistenza di sala. E a questi costi devono aggiungersi i costi per le strumentazioni ulteriori rispetto alle dotazioni del teatro.

Le dotazioni del teatro infatti sono pressoché nulle e vorrei far presente che il Comune ha speso 250 mila euro per dotare il Teatro Massimo di fari, impianti tecnologici e impianto audio e ha speso zero euro per l’Auditorium Comunale.

Secondo una mia stima, i costi giornalieri in presenza di cattiva gestione dello spazio non sono inferiori a 1.500 euro giornalieri, contro gli attuali 700/1.000 dell’attuale gestione.

Devo anche precisare che in attesa del nuovo rilancio occupazionale più volte sbandierato dal Comune, l’unica certezza è che dal 1° gennaio 2013 ci saranno cinque nuovi disoccupati: il personale organizzativo e tecnico della Scuola d’Arte Drammatica.

Per quanto riguarda la mia posizione politica: ogni nuova giunta comunale o regionale che subentra, mi ritiene vicino a quella precedente. Questo succede da una trentina d’anni e ci ho fatto l’abitudine. La giunta Zedda non si è rivelata diversa da quelle precedenti, forse solo un po’ più vendicativa.

Un’ultima precisazione: l’unico spazio di cui “Lelio Lecis” ha l’esclusiva, e qualcuno potrebbe anche confutarlo, è casa sua.

Lelio Lecis
Direttore Scuola d’Arte Drammatica

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