Crivellenti nuovo sovrintendente del Lirico di Cagliari! Mezzo cda basta per nominarla, con Zedda nelle parti di Soru (quello peggiore)

Posted on 20 dicembre 2012

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crivellenti

Con il via libera di quattro consiglieri su otto (cioè del presidente Zedda, dei due cugini Cincotti e Cabras nominati dallo stesso Zedda, e di Antonello Arru), assenti i due rappresentanti della Regione (Cualbu e il dimissionario Contu) e i due del ministero (Porcelli e il dimissionario Serci), oggi il consiglio di amministrazione del Teatro Lirico di Cagliari è riuscito finalmente a nominare il suo nuovo sovrintendente: Marcella Crivellenti.

Mossa scontata, già modestamente annunciata dal sottoscritto esattamente una settimana fa nel post Teatro Lirico, ecco come Zedda vuole uscire dai pasticci: “Convincere il cda ribelle o nominare un nuovo consigliere e avere così la maggioranza!”.

Tutto bene? Tutto a posto? Certamente. Zedda ha sempre ragione. Anche quando con un cda dimezzato e privo dei rappresentanti delle istituzioni che finanziano per più dell’ottanta per cento il Lirico (Regione e Ministero) impone una scelta sgradita a tutti tranne che al suo partito.

La tesserata Sel Marcella Crivellenti adesso è il nuovo sovrintendente, e state pur certi che al Lirico non andrà come a Quartu, dove lo stadio di Is Arenas è stato inaugurato con trionfali squilli di tromba, e come sta andando a finire lo sappiamo tutti. No, in via Sant’Alenixedda non andrà così…

Buon lavoro dunque a Marcella Crivellenti. Il sindaco l’ha imposta contro tutto e contro tutti: contro il maggior partito di maggioranza (il Pd, che appena pochi giorni fa aveva chiesto al sindaco di recuperare il rapporto con i lavoratori e con la Regione), contro il maggior sindacato (la Cgil), contro tutti i lavoratori del teatro (le otto sigle sindacali unite in questo modo non si erano mai viste). Le contestate carte riguardanti le sedute nelle quali, secondo il sindaco Zedda, la Crivellenti è stata nominata sono nelle mani della magistratura. E altri ricorsi ed esposti si annunciano all’orizzonte.

Il successo politico di questa operazione è evidente. Ed ora Zedda non potrà che continuare con questo metodo così efficace.

Perché se la ferita brucia vuol dire che la medicina è servita: non la pensa forse così il sindaco insieme ai suoi adepti? Strana logica politica quella secondo cui più si scontenta la propria base elettorale (e i lavoratori del Lirico lo sono stati, così come gli elettori del Pd e più ingenerale la Cgil) più l’azione politica è valida ed efficace. Zedda come Mario Monti, mi verrebbe da dire.

In realtà, con questa scelta di oggi il sindaco si è mostrato un politico diverso da quello che si era presentato in campagna elettorale e che tutti noi abbiamo conosciuto nei suoi primi anni di attività politica. Allora ci confortava il fatto che il giovane candidato provenisse da un partito piccolo, ritenendo che questo dunque sarebbe stato un elemento decisivo per iniziare una stagione politica nuova, fatta di ascolto, di scelte condivise e non imposte.

Oggi invece Zedda ha scimmiottato il peggior Soru, quello che decideva da solo e contro il parere di tutti. Libero di farlo. D’altra parte, è quando gestiscono un po’ di potere che si vede di che pasta sono fatte veramente le persone (e anche i partiti).

 

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