Stranezze isolane: perché gli indipendentisti sardi parlano sempre solo in italiano? Una riflessione e una proposta

Posted on 30 dicembre 2012

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tricolore

Perché gli indipendentisti sardi si esprimono praticamente tutti, sempre e solamente in italiano? Non è una contraddizione?

Ieri mattina sono stato al T Hotel al congresso di Progres. Ho seguito i primi quattordici interventi. Di questi, dieci erano di esponenti di diverse forze indipendentiste. Solo uno ha parlato in sardo: Bustianu Cumpostu di Sardigna Natzione. Gli altri (Onnis e Acampora di Progres, Sabino di A Manca, Claudia Zuncheddu di Sardegna libera, Gesuino Muledda dei Rossomori, Meloni della Css, Franco Branca di Casa Sardegna, Riccardo Peiretti del Psdaz, Bettina Pitzurra di Irs) hanno tutti parlato in italiano. Perché? Non è forse una incredibile contraddizione in termini?

Fatemi capire: se non si parla in sardo nel corso di un congresso di un partito indipendentista sardo, quando lo si dovrebbe parlare? Parlare in sardo non è forse una semplice quanto evidente dichiarazione di indipendenza che ogni militante può fare ogni giorno, senza peraltro infrangere alcuna legge?

È credibile un indipendentismo che si esprime in italiano?

Amici di Progres, come potete scrivere (in italiano) nel vostro manifesto politico che “in nessun modo e in nessun caso le prerogative della Nazione Sarda coincidono o si sovrappongono con quelle dell’Italia” e poi usare sempre e solamente l’italiano per i vostri lavori congressuali? Io non capisco. Non capisco voi e non capisco neanche tutti gli altri indipendentisti (Cumpostu a parte, ovviamente), che usano sempre e solo l’italiano per la loro attività politica.

Ripeto: è credibile un movimento indipendentista che dice di volersi allontanare dall’Italia e poi continua a usare la lingua dello stato da cui ci si vuole distaccare? Non sarebbe l’emancipazione linguistica il primo atto politico forte e consapevole di una forza che crede realmente nell’autodeterminazione della Sardegna?

Io, come sapete, non la butto in politica ma mi accontento di molto meno. Io credo nella lingua sarda. Credo che sia l’infrastruttura immateriale più importante che abbiamo. Credo nel bilinguismo e nella sua capacità di creare una società sarda nuova, più aperta al mondo, e allo stesso tempo in grado di farci recuperare il rapporto con la nostra storia, con ciò che noi siamo. Nella mia posizione l’indipendentismo non c’entra nulla.

Ma gli indipendentisti perché non credono nella lingua sarda? Possono ignorarla al punto da da non utilizzarla neanche nel corso di un congresso politico e poi sorprendersi se sono divisi, incapaci di elaborare un progetto politico in grado di coagulare un minimo di consenso?

Perché gli indipendentisti sardi parlano di tutto tranne che di lingua sarda?

Certo, le tre righe tre che il manifesto di Progres dedica alla lingua le ho viste (“Riconosciamo il diritto individuale di ogni cittadino sardo di utilizzare tutte le lingue nazionali con pari dignità, in un contesto di pieno e effettivo multilinguismo. Affermiamo il diritto collettivo del popolo sardo all’utilizzo di tutte le lingue nazionali in tutti gli ambiti”) ma le ritengo quantomeno ambigue e prive di quella forza necessaria per fare di questo un tema portante, così come dovrebbe essere per ogni formazione indipendentista che si rispetti.

Per cui, veniamo alle proposte. Nel suo intervento Gesuino Muledda ha invitato tutti i partiti indipendentisti ad un percorso di ricongiunzione. È possibile immaginare che Progres, Irs, sardisti, A Manca, Rossomori e Sardegna Libera (mi sono dimenticato qualcuno?) inizino questo percorso sedendosi ad un tavolo per concordare una strategia comune di uso, di difesa e di rilancio della lingua sarda? Gli strumenti normativi ci sono tutti, le inchieste sociolinguistiche non mancano. Bisogna solo trovare un accordo, segnare un percorso e iniziare il cammino. Si può fare.

Altrimenti si continua così, a lamentarsi dell’Italia in italiano.

Certo, indipendentisti che usano la lingua dello stato da cui si vorrebbero separare sono cose che succedono solo in Sardegna…

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