Napolitano torna di sinistra! Anzi, comunista! Un discorso di fine anno memorabile, dove c’è spazio anche per il disagio della Sardegna

Posted on 31 dicembre 2012

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“Nooo, ma questo è molto meglio di quello dell’anno scorso! Ma chi glielo ha scritto il discorso quest’anno?”. Perfino Adorabile, scaricando la lavastoviglie, si è resa conto che stasera Giorgio Napolitano ha dato il meglio di sé. Il presidente della Repubblica è stato sintetico ed efficace, la fotografia che ha fatto dell’Italia impietosa ma allo stesso tempo carica di speranza. Perché non bisogna nascondersi i problemi, e lui stasera non ha dimenticato praticamente niente (qui trovate il testo completo del messaggio presidenziale).

La povertà in aumento, una “questione sociale” da mettere al centro dell’azione politica (e non è stato difficile cogliere in questo passaggio un sottile richiamo a Monti), le disuguaglianze da combattere, i migranti da accogliere, gli extracomunitari a cui è negata la cittadinanza, l’allargamento dei diritti civili, la corruzione nella pubblica amministrazione, la vergognosa situazione nelle carceri, gli incidenti sul lavoro, la criminalità organizzata, i giovani senza lavoro, l’Europa, la difesa della cultura, l’elogio della buona politica.

Insomma, alla fine è riemerso il Napolitano di sinistra. Anzi, quello proprio comunista, di quel comunismo bello, sano e civile che ha scritto alcune delle pagine migliori della storia della nostra Repubblica.

Il presidente ha avuto una parola particolare per la crisi della Sardegna. È la certificazione che la nostra regione vive una situazione fuori dall’ordinario. Alla Sardegna non servono forse più risorse ma soprattutto un progetto diverso. Speciale, come la nostra autonomia.

 

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Posted in: Politica, Sardegna