Scusi, per il parlamento? Guardi, le uniche due strade per arrivarci sono via Emilia e via Puccini… Il “solito” rinnovamento del centrosinistra sardo

Posted on 31 dicembre 2012

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Primarie da apparato erano, primarie da apparato restano. I vecchi potentati resistono oppure lasciano spazio a quelli nuovi, senza nessuna concessione agli estranei: a quelli che via Emilia e via Puccini non sanno neanche dove siano, giusto per intenderci. E mentre il finto “nuovo” avanza e il vecchio che resiste si consolida, il meglio sparisce. Alla fine ha avuto perfettamente ragione Giovanni Maria Bellu, che qualche giorno fa aveva scritto su Sardinia Post  “Il paradosso delle parlamentarie, ultimo rifugio degli apparati”.

Il dato vero delle primarie del Pd in Sardegna che i tre migliori parlamentari che il partito aveva resteranno a casa, fatti fuori da un sistema che ha brutalmente privilegiato i territori e le correnti. Viste le regole, Giulio Calvisi aveva addirittura rinunciato alla contesa, poi ci hanno pensato gli elettori a eliminare Francesco Sanna e Guido Melis, un senatore e un deputato che con il loro lavoro hanno rappresentato la Sardegna con grande efficacia in tante vertenze. In cambio però a Montecitorio tornerà Siro Marroccu (al 549° posto su 630 nella classifica di produttività dei deputati), insieme a Paolo Fadda (che secondo me, come Antonello Cabras, avrebbe dovuto fare un passo indietro) e non sarà certo l’affermazione oristanese a farci rivalutare l’operato parlamentare di Caterina Pes.

Della pattuglia parlamentare resta poi l’olbiese Giampiero Scanu (che almeno per l’impegno su Quirra merita la riconferma), mentre l’infornata dei nuovi non eccita, non esalta, non entusiasma. A ciascuno il suo rinnovamento: questo per me non lo è.

Se le previsioni verranno rispettate, il Pd eleggerà in Sardegna nove deputati e quattro senatori. I capilista saranno decisi da Bersani (e saranno sicuramente il segretario regionale Silvio Lai, mentre per il Senato i giornali aggiungono a sorpresa, al nome di Marco Meloni, quello di Renato Soru), dopodiché toccherà ai più votati nelle consultazioni di ieri.

E cioè Romina Mura (sindaco di Sadali, indicata nel collegio di Cagliari, abile nel far confluire su di sé i voti di diverse correnti del partito), Giovanna Sanna (sindaco di Florinas, Sassari), Giuseppe Luigi Cucca (consigliere regionale, Nuoro), Ignazio Angioni (già segretario cittadino dei Ds di Cagliari, per anni vicino all’area che faceva capo ad Emanuele Sanna), Caterina Pes (parlamentare uscente, Oristano), Giampiero Scanu (parlamentare uscente, Gallura), Emanuele Cani (segretario provinciale, Sulcis), Siro Marrocu (parlamentare uscente, Medio Campidano), Gavino Manca (consigliere regionale, Sassari), Paolo Fadda (parlamentare uscente, Cagliari).

Manca un nome, che in base a valutazioni nazionali e di rappresentanza di genere potrebbe essere tolto al segretario provinciale del Pd di Cagliari Thomas Castangia e assegnato a Maria Grazia Dessì.

Ma se i militanti del Pd qualche brivido lo hanno regalato, in casa Sel è andata esattamente come doveva andare. Senza competitori provenienti dall’area di Sassari, il segretario regionale del partito Michele Piras ha stravinto, mentre il capogruppo in Consiglio regionale Luciano Uras ha prevalso, rischiando però più del previsto contro Lilli Pruna: politicamente la vittoria è tutta della docente universitaria. Il suo ingresso al Senato sarebbe stata una ventata di aria nuova, ma i militanti di Sel hanno deciso diversamente.

Gli iscritti alle primarie hanno deciso, ora vedremo come la pensano gli elettori. E tanti auguri ai nuovi parlamentari.

 

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