A Roma per fare cosa? Cari nuovi parlamentari, ecco l’“Agenda Sardegna”! L’elenco di priorità da affrontare subito dopo l’elezione

Posted on 2 gennaio 2013

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Le elezioni del prossimo 24 e 25 febbraio saranno per i sardi quasi una formalità. La gran parte dei nomi degli eletti si sanno già ora. Ce lo ha spiegato la Nuova Sardegna di venerdì scorso: sulla base dei più recenti sondaggi elettorali, dei 25 seggi a disposizione ben 15 andranno alla coalizione Pd-Sel (e probabilmente Upc), il resto agli altri (Pdl, Cinque Stelle, Monti). Le primarie del Pd, di Sel e dei grillini hanno già stabilito le griglie, dunque ad un mese e mezzo abbondante dall’apertura delle urne sappiamo già da chi sarà composta almeno un terzo della nostra rappresentanza parlamentare.

Certo, la campagna elettorale è ancora lunga e minimi ma significativi scostamenti potrebbero determinare risultati interessanti.

Detto questo, che ci vanno a fare i nostri parlamentari a Roma? Hanno un’idea di Sardegna, un progetto, un programma che non sia banalmente quello dei loro partiti di riferimento? Ci sono dei problemi che meritano essere affrontati con particolare impegno, senza dover aspettare le indicazioni delle direzioni romane?

Possiamo immaginare che affianco ad una “Agenda Monti”, ci sia una “Agenda Sardegna”, un elenco di risposte a questioni emerse nel corso degli ultimi anni? Io, molto umilmente, mi permetto di iniziare a segnalare queste domande. Rispondere a ciascuna di esse significa determinare un programma politico per il futuro dell’isola. Siete pronti?

1 – Quali politiche fiscali possono svolgere le altre regioni e quali può sviluppare la Sardegna?

2 – Come è possibile rendere tutto il territorio della regione Sardegna zona franca?

3 – È opportuno continuare oppure no il contenzioso giudiziario sulle compartecipazioni erariali. E se si opta per il no, quale soluzione politica si propone?

4 – Quale strada si propone per rinegoziare il tetto dei pagamenti e degli impegni del Patto di stabiltà? Si conosce la procedura prevista dalla legge?

5 – Si intende oppure no rinegoziare l’accordo del 2006 che carica i costi della continuità territoriale e del trasporto pubblico locale sulla Sardegna?

6 – Che strategie si immagina di sviluppare per rilanciare il manifatturiero in Sardegna (dalla risposta si potrebbe evincere il grado di consapevolezza dell’incidenza dell’argomento costo del lavoro-cuneo fiscale sul tema della creazione di nuovi posti di lavoro)?

7 – Che strategia si immagina di mettere in atto per cambiare il sistema delle regole del mercato elettrico sardo che determinano il caro energia della Sardegna?

8 – Quali procedure reali e non retoriche si prevede di mettere in atto per chiudere i poligoni sardi?

9 – Quale rapporto si immagina di instaurare con l’Eni, vero Stato nello Stato?

10 – Quale rapporto si immagina di avere col Ministero dei Beni Culturali, attualmente giudice in terra del bene e del male in materia paesaggistica e energetica (per colpa dei sardi)?

11 – Quali strategie si immagina di mettere in atto affinché l’Italia rappresenti la specialità della Sardegna in sede europea (dalla risposta si potrebbe evincere se si ha consapevolezza oppure no di come si muovono le cancellerie europee e la burocrazia di Bruxelles)?

12 – Quali strategie si immagina di mettere in atto perché la lingua sarda possa diventare curricolare alle elementari e alle medie (dalla risposta si potrebbe evincere il grado di consapevolezza del mix di iniziative statali e regionali che è necessario coordinare perché la lingua assuma il rango politico e sociale che serve ai bisogni e alle ambizioni, anche internazionali, della Sardegna)?

Dodici domande per dodici questioni. E nei prossimi giorni ne porrò delle altre riguardanti il mercato interno, energia, trasporti, ambiente, sviluppo e turismo.

Questa è la politica, signori parlamentari. Questi sono i problemi della Sardegna. Ne siete consapevoli?

 

Post scriptum
Ovviamente i dodici punti che vi ho segnalato non sono frutto della mia illuminata intelligenza ma li ho copiati e incollati da un post pubblicato da un politico sardo che stimo molto, uno dei più preparati che ci siano da tempo in circolazione. Sta a voi scoprire chi è, se volete.

 

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