Teatro Lirico e chioschetti del Poetto: nel suo piccolo, anche il Pd di Cagliari si incazza (contro Zedda, evidentemente)

Posted on 4 gennaio 2013

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Due comunicati stampa in meno di 24 ore su due questioni intricate e bollenti come quella della demolizione dei chioschetti del Poetto e del nuovo corso al Teatro Lirico non possono passare inosservati. È iniziata la campagna elettorale, ovviamente; ma è da mesi che il gruppo consiliare del Pd (quello numericamente più consistente) sotto sotto sopporta sempre meno il decisionismo all’amatriciana del sindaco di Cagliari, Massimo Zedda. Così ieri è partita la bomba sui chioschetti e stasera altro missile, stavolta sul Teatro Lirico. Perché il Pd a questo punto deve giocoforza smarcarsi dalle decisioni del primo cittadino, almeno quanto basta per non essere a lui assimilato anche alle prossime elezioni.

Il Poetto, dunque. Cosa chiede il Pd? “Lo smontaggio dei baretti è un atto dovuto”, ammette nel comunicato il capogruppo Davide Carta, che richiede però anche “un’azione decisa, anche se difficile, di ricerca di una soluzione in tempi brevissimi”; e chiede pertanto all’Amministrazione Comunale “di verificare la possibilità di rilascio di nuove autorizzazioni provvisorie per i chioschi fino all’approvazione definitiva del PUL, alla luce del mutato quadro normativo, attivando un confronto tecnico con gli uffici competenti del demanio e dell’Assessorato Regionale all’Urbanistica per l’istruttoria di un’opportuna Conferenza dei Servizi che dovrà deliberare sulla materia”.

Insomma, per il Pd non ha senso dire qualche giorno prima della scadenza (come ha fatto l’assessore all’Urbanistica, Poalo Frau) “scusate, qui dovete smontare tutto”. È necessario invece che ci si incontri al più presto con le altre istituzioni che hanno una competenza sul litorale. Peraltro, perché non è stato fatto in queste settimane? A cosa stava pensando l’assessore all’Urbanistica?

E poi c’è il Lirico. Cosa dice il gruppo consiliare del Pd?

A fine dicembre sembra che finalmente si sia conclusa la fase di stallo sulla conduzione del Teatro Lirico, che si protraeva dal primo ottobre.
Una fase complessa e problematica, gestita in totale autonomia dal Sindaco, che ha creato tra i lavoratori, il pubblico e tutti i cittadini un clima di preoccupazione per le sorti del Teatro.
Il Gruppo PD ha già espresso il suo dissenso, nel metodo e nel merito rispetto alla scelta del sovrintendente. Ora si deve avviare una nuova fase.

E cioè: “Un direttore artistico di elevato profilo e comprovate capacità professionali di alto livello”; “recuperare un dialogo corretto e costruttivo con i lavoratori e i sindacati del Teatro Lirico”; “riprendere il dialogo con la Regione, interrotto nel mese di ottobre, che aveva, prima dell’estate, portato ad un intervento importante per il riequilibrio dei conti del Teatro”.

E poi: “Entro marzo, un piano industriale per il Teatro Lirico”; “avviare i progetti e le iniziative legate al Parco della musica, definendone al contempo, all’interno del Piano industriale, il modello di gestione, di sviluppo e di produzioni artistiche e culturali che saranno in esso realizzate”; infine, “è indispensabile porre fine alla sequela di proroghe del contratto di gestione della biglietteria, reinternalizzando il servizio”.

In sintesi, il Pd sta mandando un messaggio al sindaco: “Caro Zedda, tu puoi decidere di testa tua ma se poi sbagli non puoi pretendere che il primo gruppo consiliare ti difenda, sempre e comunque”.

Anche le formiche, nel loro piccolo, si incazzano. Soprattutto sotto elezioni.

 

 

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