Caso Poetto, ci scrive l’assessore Frau: “Tutti sapevano che i chioschetti erano ancora temporanei! Abbiamo cercato ogni soluzione, e ci avrebbe fatto piacere trovarla…”

Posted on 6 gennaio 2013

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Sul post “Teatro Lirico e chioschetti del Poetto: nel suo piccolo, anche il Pd di Cagliari si incazza (contro Zedda, evidentemente)” ha inviato un suo lungo e articolato commento l’assessore all’Urbanistica del comune di Cagliari, Paolo Frau. Ho ritenuto opportuno proporlo con una sua autonomia, vista l’importanza dell’argomento e, ovviamente, dell’autore. Che ringrazio per l’attenzione e la cortesia. Grazie Paolo e buon lavoro.

***

Ciao Vito,

ho visto solo ora il tuo post sui chioschetti del Poetto e ho pensato di rispondere. Probabilmente arrivo troppo tardi rispetto alla conversazione in corso, ma credo comunque utile darti qualche informazione in più. Parto, per comodità, da ciò che hai scritto:

“Non ha senso dire qualche giorno prima della scadenza (come ha fatto l’assessore all’Urbanistica Paolo Frau) “scusate, qui dovete smontare tutto”. E’ necessario invece che ci si incontri al più presto con le altre istituzioni che hanno una competenza sul litorale. Peraltro, perchè non è stato fatto in queste settimane? A cosa stava pensando l’assessore all’Urbanistica?”

Le cose, caro Vito, non stanno così.
Quando siamo stati chiamati a governare la città, lo scenario che abbiamo trovato era questo: la Magistratura era intervenuta chiamando in giudizio la passata amministrazione, ordinando l’immediata demolizione dei chioschetti, e indicando come inamissibile la presenza di volumetrie in una zona (la spiaggia) che non le consente.

Era necessario quindi agire su due fronti:

– predisporre un sistema di norme che rendesse possibile dotare stabilmente il litorale delle strutture che ne consentano un uso non limitato alla stagione balneare, come è nella storia e nella tradizione della nostra città.

– trovare la strada per consentire che anche nel periodo di transizione, in attesa dell’approvazione del Pul, fosse possibile dotare la spiaggia di punti di ristoro e servizi alla balneazione.

Sul primo fronte abbiamo corso come matti e nonostante la complessità delle procedure relative alla necessaria variante urbanistica e al Pul (considera solo che su entrambi gli atti è stato necessario avviare una specifica Valutazione Ambientale Strategica) siamo riusciti a predisporre e adottare in consiglio comunale entrambi gli atti entro il termine del 31 ottobre.

Tanto per capirci, tra tutti i comuni costieri della Sardegna solo due hanno raggiunto questo risultato. Uno è Cagliari.

Ora gli atti, secondo la legge, sono in pubblicazione, per consentire alla cittadinanza eventuali osservazioni. Ci sarà poi un secondo passaggio in consiglio per l’approvazione definitiva, e quindi il tutto sarà trasferito alla Regione per le verifiche di coerenza.

Sul secondo fronte, quello transitorio, è stato subito chiaro che le sole strutture ammissibili dovevano avere il carattere della temporaneità. Non potevano essere stabili perchè avrebbero costituito un nuovo abuso.

E’ SCRITTO CHIARAMENTE NELLE LINEE GUIDA.

E’ SCRITTO CHIARAMENTE NELLE AUTORIZZAZIONI CHE I GESTORI HANNO SOTTOSCRITTO ALL’ATTO DELLA CONCESSIONE.

Io stesso, che detesto chi racconta palle, mi sono sempre premurato di non creare illusioni, pur comprendendo molto bene le esigenze degli operatori.

Ti faccio solo un esempio, che ti consente di verificare le fonti.

Subito dopo l’estate sono stato invitato dalla Confesercenti ad illustrare il lavoro in corso sul Pul. Erano presenti i dirigenti del sindacato, quasi tutti i gestori dei chioschetti e dei servizi di spiaggia, qualche loro avvocato.

Al termine dell’illustrazione mi è stato chiesto se gli avanzamenti sul Pul avrebbero avuto come conseguenza la permanenza dei chioschi e ne avrebbero evitato lo smontaggio.
Sono stato chiaro che più chiaro non si può. Ho volutamente sottolineato che le questioni erano distinte, e che, volendo continuare a dire la verità, impegni in questo senso non ne potevo prendere.

Abbiamo, te lo assicuro, esplorato ogni possibilità che ci consentisse di evitare lo smontaggio, e credo immagini quanto ci avrebbe fatto piacere trovarla. Purtroppo una strada legittima non esiste. E non ci è stata mai indicata dai tanti che oggi fanno gli sportivi con le spalle degli altri. Neanche da chi, occupando negli anni scorsi prestigiose postazioni nella giunta precedente e nel consiglio comunale, qualcosa avrebbe potuto farlo per tempo e in anni e anni di governo non lo ha fatto.

La mia preoccupazione attuale è che creare illusioni porti dei danni agli operatori, perché gli sportivoni di oggi potranno defilarsi bellamente appena lo desiderino, mentre i gestori rischiano la decadenza delle concessioni demaniali e la possibilità di mantenere il loro lavoro. Mi viene persino da pensare, talvolta, che non tutto succeda a caso, perché gli appetiti sono tanti…

Scusami tanto, Vito, per la lunghezza e per il ritardo. Spero che la necessità di sintetizzare non abbia nuociuto troppo alla chiarezza.

Un caro saluto.

Paolo Frau
Assessore all’Urbanistica del Comune di Cagliari

 

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Posted in: Cagliari, Sardegna