Pd e Sel vogliono veramente vincere le elezioni? Si alleino con Ingroia! Altrimenti governare con Monti sarà inevitabile (anche se Vendola fa finta di niente…)

Posted on 14 gennaio 2013

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In una settimana è cambiato tutto. Sette giorni fa il segretario di Sel Nichi Vendola attaccava Mario Monti (“È incredibile come non veda il dolore provocato nelle viscere del Paese. In caso di pareggio, un ticket con lui sarebbe spaventoso”) e il giorno dopo il vicesegretario del Pd Enrico Letta lo redarguiva pubblicamente dicendo senza mezzi termini: “Se vinciamo chiederemo l’appoggio di Monti”. Il giorno successivo Bersani, intervistato da Sky avallava questa strategia. Sel dunque confinata in un angolo a leccarsi le ferite, e a immaginare nuovi distinguo in grado, in qualche modo, di convincere l’elettorato che loro sono contro Monti, anche se il loro maggiore partito alleato di fatto non lo è. Brutta situazione.

Bersani però capisce che ogni tanto deve dire qualcosa contro Monti e dunque si chiede blandamente se il presidente del Consiglio non abbia lasciato la polvere sotto il tappeto… Ma è evidente che la durezza degli attacchi di Monti nei confronti del centrosinistra non è pari a quella del centrosinistra contro Monti. Che infatti rilancia: “Destra e sinistra? Dio ce ne scampi!”. Dove la destra è Berlusconi e la sinistra è Sel e una parte del Pd. Bruttissima situazione.

Il Terzo Polo picchia duro, perché sa che sono più i voti che può prendere dal Pd di quelli che il Pd può sottrargli. Situazione imbarazzante. E infatti nei sondaggi il Pd ormai è fermo, se non in lieve flessione. E mancano ancora cinque settimane al voto! Pessima situazione.

E siamo dunque ai giorni nostri. Bersani si incazza con Casini, lo accusa di voler “governare senza avere i voti”. Ebbà? Al contrario però, si potrebbe dire lo stesso del Pd: che vuole governare senza avere i voti che gli garantiscano la maggioranza alla Camera e al Senato. Dunque che si fa?

La soluzione è semplice: se Bersani inizia a capire che di Monti non si può più fidare, che il tacito accordo di fare un governo di coalizione dopo il voto viene messo in crisi dalla aggressività del Terzo Polo, allora c’è per il Pd e Sel una sola soluzione: vincere le elezioni, vincerle veramente. Vincerle alla Camera e anche al Senato. Come? Semplice? Alleandosi con la Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. Stabilendo un programma minimo ma chiaro. Un vero programma di centrosinistra.

State storcendo il naso? E perché? Non lo sapete che in queste ore il Pd sta facendo enormi pressioni su Rivoluzione Civile perché non presenti le proprie liste al Senato in regioni chiave come Campania e Sicilia? Allora ha ragione Casini? Bersani vuole veramente vincere le elezioni con i voti degli altri?

Niente desistenza dunque, ma una alleanza alla luce del sole. Il Pd deve decidere se vincere le elezioni o se perderle per effetto di questa tacita alleanza con il Terzo Polo. Perché l’aggressività di Monti unita alla debolezza dialettica di Bersani rischia di far crescere tutti i partiti tranne il Pd e Sel, che saranno bombardati da tutti ma non potranno reagire agli attachi di nesuno (se non di Berlusconi, ovviamente).

Il centrosinistra è ancora in tempo per per non cadere nella trappola, ma deve fare in fretta. Ed è comunque già incredibile Sel e Pd preferiscano rischiare di non vincere le elezioni (preparandosi ad un governo di coalizione con Monti, Fini e Casini) piuttosto che vincerle veramente alleandosi con Ingroia.

Con questo schema, da qui alle elezioni il consenso del Pd verrà pericolosamente eroso, la lista di Ingroia forse supererà Sel (anche se, per effetto della legge elettorale, avrà una minore rappresentanza parlamentare) e alla fine si creerà una situazione imbarazzante per parte del Pd e praticamente ingestibile per Sel. E se il centrosinistra non avrà la maggioranza nei due rami del parlamento, la colpa non sarà certo di Ingroia.

Post scriptum
Attenzione, mi dicono dalla regia che oggi il responsabile economico del Pd Stefano Fassina ha dichiarato al Financial Times di essere favorevole “ad una collaborazione con i centristi sostenitori di Mario Monti”, e contrario “a modifiche al Fiscal Compact”. Poi non dite che non lo sapevate.

 

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