Ci scrive Alessandro: “Mio figlio rischia di lasciare l’Università per colpa della Regione, e io sono disperato”

Posted on 17 gennaio 2013

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Cartoline dalla Sardegna di oggi, gennaio 2013. Drammi che magari finiscono anche sui giornali, ma le priorità poi alla fine sono sempre altre. La parte di questa lettera che mi ha sconcertato di più è questa: “I funzionari della Regione sono mesi che alzano le spalle e ci suggeriscono di protestare”. E allora proviamo a protestare. C’è qualcuno che può darci, una risposta, una speranza? Grazie Alessandro per la tua testimonianza, tieni duro.

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Buongiorno direttore carissimo,

ti rivolgo un appello: potresti un giorno, nel tuo seguitissimo blog, scrivere del fatto che da settembre 2011 i “contributi fitto-casa per gli studenti universitari fuori sede” sono congelati (dicono dal patto di stabilità, ma i finanziamenti per i gruppi e le associazioni culturali sono usciti regolarmente e dallo stesso assessorato!!) e io, se non arrivano, non so come far proseguire gli studi a Venezia a mio figlio, il quale non è fuori corso, sta studiando con profitto e merito, e invece di essere premiato rischia di essere allontanato dal suo percorso formativo e culturale?

Sono letteralmente disperato e so che sono tanti i genitori nelle mie stesse condizioni. I funzionari della Regione sono mesi che alzano le spalle e ci suggeriscono di protestare.

Non credo di poter aggiungere altro perché sarebbe un ripetere quello che ho scritto moltiplicato nel tempo, per tutte le volte che sono andato e ho telefonato per sentire sempre la stessa risposta.

So bene anche io come funziona il patto di stabilità e so quali sono le logiche che portano gli assessorati ad autorizzare una spesa piuttosto che un’altra, ma volevo solo evidenziare l’orrore del sistema, una specie di “scelta di Sophie” su quale figlio far morire, perché di questo si tratta: scegliere quale ramo tagliare, quando la cultura dovrebbe essere salvata in toto, perché negare la possibilità di studiare a chi vorrebbe fortemente farlo e lo meriterebbe è uccidere il corpo del paese, negare all’arte di esistere, vuol dire uccidere l’anima del paese.

Usa per intero questo nostro carteggio, credo che sarà sufficiente a far capire quanto sono asciutti ormai i miei occhi, quanto sono chiusi i miei pugni e quanto è assordante il mio urlo.

Grazie amico mio e amico della verità.
Ti ringrazio e ti abbraccio

Alessandro

 

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